Dalle origini napoleoniche alla moderna Asp: l'evoluzione di un'istituzione simbolo di Firenze oggi al centro del dibattito cittadino

La storia di Montedomini affonda le sue radici nel 1476, quando la Signoria di Firenze destinò l'area alla costruzione di un lazzaretto. L'istituzione, così come è conosciuta oggi, nacque però durante la dominazione napoleonica, quando gli antichi monasteri di Monticelli e Montedomini furono trasformati in un Deposito di Mendicità, inaugurato nel 1813 su progetto dell'architetto Giuseppe Del Rosso.

L'obiettivo era contrastare il fenomeno dell'accattonaggio, offrendo ai poveri e ai vagabondi un percorso di reinserimento attraverso attività lavorative come tessitura e falegnameria. Con il ritorno dei Lorena, la struttura divenne la Pia Casa di Lavoro di Montedomini, ampliando progressivamente la propria missione assistenziale verso anziani, bambini e persone in difficoltà, sotto la guida del pedagogo Pietro Thouar.

Nel corso dell'Ottocento Montedomini assunse il ruolo di Opera Pia e successivamente di Ipab, diventando uno dei principali punti di riferimento dell'assistenza cittadina. La lapide collocata all'ingresso nel 1870 la definisce un «asilo di carità e non di pena», destinato ad accogliere chi non era più in grado di lavorare e a formare i giovani abbandonati.

Danneggiata dalla Seconda guerra mondiale e dall'alluvione del 1966, la struttura ha progressivamente modificato le proprie funzioni fino alla riforma del 2006, che l'ha trasformata in un'Azienda pubblica di servizi alla persona (Asp). Oggi ospita servizi di riabilitazione, assistenza geriatrica, attività socio-sanitarie e, nell'ambito dei progetti di valorizzazione, anche spazi destinati agli studenti universitari.

La recente vicenda degli affitti brevi ha riportato Montedomini al centro del dibattito pubblico. Una discussione che, alla luce della sua lunga storia e del vasto patrimonio accumulato nei secoli, richiama l'importanza di preservarne la vocazione sociale e l'identità che da oltre duecento anni la lega alla città di Firenze. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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