La Regione autorizza un taglio della produzione di circa il 20% per sostenere il mercato. In difficoltà soprattutto i produttori di Chianti

Si avvicina la vendemmia e cresce la preoccupazione anche nel territorio fiorentino, cuore della produzione del Chianti, dove molte cantine si trovano a fare i conti con un forte rallentamento del mercato e con grandi quantità di vino ancora invenduto.

Per fronteggiare la situazione, la Regione Toscana ha accolto le richieste dei consorzi del Chianti, del Chianti Classico, del Brunello di Montalcino e della Toscana Igt, autorizzando una riduzione delle rese che dovrebbe attestarsi intorno al 20%, con l'obiettivo di riequilibrare domanda e offerta.

Il comparto risente del calo dei prezzi: secondo gli ultimi dati di mercato, il valore del Chianti è diminuito sensibilmente rispetto ai picchi registrati prima del Covid, mentre anche il Chianti Classico ha perso terreno. Una situazione che mette in difficoltà soprattutto le aziende più piccole, alcune delle quali potrebbero decidere di limitare la raccolta o vendere il vino sfuso per far fronte alle spese.

Gli operatori del settore spiegano che il mercato sta attraversando una fase complessa, influenzata negli ultimi anni dalla pandemia, dall'aumento dei costi energetici, dalle tensioni internazionali e dal rallentamento della domanda. Nonostante le difficoltà, il marchio Toscana continua però a rappresentare un punto di forza, con le aziende più strutturate che stanno approfittando di questo periodo per investire nel rinnovo dei vigneti in vista della ripresa del mercato. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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