Palazzo Vecchio conferma la linea sui minimarket e proroga per altri 180 giorni l’obbligo di chiusura alle 21 per gli esercizi presenti in 36 strade e piazze di Firenze. La nuova ordinanza entrerà in vigore il 10 agosto e riguarda i negozi alimentari che producono, preparano o vendono alcolici e superalcolici. Tra le zone interessate figurano via Palazzuolo, via Maso Finiguerra, via dell’Agnolo, via Nazionale, via Guelfa, via Panicale, via della Scala, via Toselli, via Gioberti, viale dei Mille, via Canova, via delle Panche e piazza IV Novembre.
Il Comune rivendica i risultati ottenuti dalla misura, introdotta nell’ottobre 2024 per contrastare degrado, vendita irregolare di alcolici e problemi di ordine pubblico. Da allora sono state sanzionate 70 attività, 19 delle quali nel 2026. Quest’anno sono state inoltre disposte 23 sospensioni per complessivi 80 giorni di chiusura. In alcuni casi la Polizia municipale ha scoperto tentativi di nascondere gli alcolici, trovando un frigorifero occultato sotto un tappeto e bottiglie conservate in un locale nascosto dietro una porta.
«Con strumenti adeguati e controlli mirati e costanti, i fenomeni di illegalità si riducono», sottolinea l’assessore alla Sicurezza Andrea Giorgio. Sulla misura pesa però una recente sentenza del Tar relativa a un’analoga ordinanza del Comune di Pisa. I giudici l’hanno ritenuta illegittima, sostenendo che limitazioni degli orari commerciali reiterate nel tempo dovrebbero essere disciplinate attraverso un apposito regolamento comunale e non mediante provvedimenti temporanei. Resta quindi da capire quale potrebbe essere l’esito di un eventuale ricorso anche a Firenze.
Palazzo Vecchio ha infine prorogato di altri sei mesi l’ordinanza contro il gioco delle tre carte o delle campanelle. Dal luglio 2024 sono state elevate 209 sanzioni, 115 agli organizzatori e 94 ai complici. Dall’inizio del 2026 le multe sono state 54. Secondo l’amministrazione il provvedimento ha contribuito a ridurre il fenomeno, anche se i controlli nel centro storico restano difficili per la rapidità con cui i truffatori riescono a dileguarsi. Lo scrive la Nazione.
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