Dopo la tragedia alla Capp Plast, appello per più sicurezza e controlli

La morte di Nugaahapitiye Gedera Pushpakumara Ratnasurya, 61 anni, originario dello Sri Lanka e da tempo dipendente della Capp Plast di Capalle, riaccende il dibattito sulla sicurezza sul lavoro. È il secondo incidente mortale in Toscana in meno di una settimana e il secondo nell’hinterland fiorentino nell’arco di un mese, dopo quello avvenuto nel cantiere dell’Osmannoro. «Non possiamo più limitarci a contare i morti, dietro ogni numero c’è una persona», denuncia l’Anmil. Cgil, Cisl e Uil esprimono cordoglio alla famiglia ma chiedono un cambio di passo: «Ogni morte sul lavoro rappresenta una sconfitta che non possiamo accettare né considerare inevitabile». Prevenzione, controlli e responsabilità concrete, sottolineano i sindacati, devono diventare una priorità assoluta.

Sulla stessa linea la Filctem Firenze, secondo cui «la sicurezza non può mai essere subordinata ai tempi della produzione o considerata un costo». Questa mattina, dalle 9 alle 10, la Rsu dello stabilimento ha organizzato un momento di cordoglio davanti ai cancelli del sito produttivo di via Nenni. Anche la Femca Toscana chiede interventi concreti: «Le parole di circostanza non sono più sufficienti: servono investimenti veri sulla sicurezza, controlli capillari e formazione adeguata».

L’Anmil Toscana, attraverso il presidente Alessandro Grassini, pone inoltre l’attenzione sull’età dei lavoratori. Dopo la morte dell’operaio 44enne a Carrara e quella del 61enne a Campi Bisenzio, l’associazione chiede un confronto con la Regione sull’impatto dell’innalzamento dell’età lavorativa. «Possiamo continuare a pensare che sia normale chiedere a una persona di oltre 60 anni di affrontare determinate mansioni, turni notturni e condizioni di lavoro senza interrogarci sulla sostenibilità?». L’età, precisa Grassini, non può essere considerata da sola causa degli incidenti, ma con il suo aumento devono crescere prevenzione, valutazione dei rischi e adeguamento delle mansioni.

Un appello condiviso anche dal Movimento Cristiano Lavoratori, che invita ad abbandonare «le solite parole di circostanza e le affermazioni retoriche e vuote» per passare ad azioni concrete. Il richiamo arriva al termine di un’altra giornata drammatica, segnata da tre incidenti mortali sul lavoro avvenuti tra Campi Bisenzio, la provincia di Reggio Calabria e l’Appennino modenese. Lo scrive la Nazione. 

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