Locali, hotel e centri benessere riservati agli adulti, dove la tranquillità viene prima di tutto. Il fenomeno “child free”, già diffuso all’estero, sta prendendo piede anche in Italia e, seppure ancora in forma limitata, anche a Firenze. Esistono ristoranti che accettano clienti soltanto sopra i 12 anni, luxury suite non attrezzate per bambini e strutture ricettive che hanno scelto apertamente la formula “adults only”. Sulle piattaforme di prenotazione, per un weekend di settembre tra Firenze e dintorni, compaiono decine di soluzioni di questo tipo.
Tra queste c’è il Relais Borgo I Vicelli con il ristorante Al 588 a Bagno a Ripoli. «La nostra non è una scelta discriminatoria», spiega Giulia Franco, sottolineando come la decisione sia legata al tipo di esperienza proposta: camere matrimoniali, cucina ricercata e una piscina dedicata al relax. Una scelta che inizialmente ha comportato anche una diminuzione di prenotazioni e fatturato. La struttura organizza comunque giornate aperte ai bambini: «Differenziare i servizi è un bene, anche per tutelare i più piccoli e offrire loro luoghi adeguati».
Il tema divide però le associazioni di categoria. Per il presidente di Confesercenti Firenze Santino Cannamela, i bambini devono essere benvenuti anche nei ristoranti di lusso: eventuali problemi dipendono soprattutto dall’educazione impartita dai genitori. Confcommercio ricorda inoltre che, per i pubblici esercizi, esistono precisi limiti alla possibilità di rifiutare l’ingresso ai bambini. Netto anche Francesco Bechi, presidente di Federalberghi Firenze: «I bambini sono il nostro futuro», mentre invita i gestori a trovare soluzioni capaci di far convivere esigenze differenti.
Diverso il discorso per alcune strutture turistiche e dedicate al benessere. All’Asmana, per esempio, l’ingresso è vietato agli under 18 anche se accompagnati. Per Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia, quello del “child free” resta comunque «un fenomeno di nicchia» e nel settore degli affitti turistici i proprietari possono scegliere il target a cui rivolgersi. Lo scrive la Nazione.
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