«Pochi anni fa facevo la spesa con 50 euro, oggi ce ne vogliono 80 o 90». È la testimonianza di Mauro Boninsegni, 82 anni, ex agente immobiliare in pensione da quando ne aveva 66. Vive con la moglie e percepisce 610 euro al mese: una somma rimasta sostanzialmente invariata mentre il costo della vita è cresciuto. «Se non avessi i risparmi, con la pensione minima farei la fame», racconta. A permettere alla coppia di far quadrare i conti sono soprattutto i risparmi e le eredità accumulate negli anni.
Secondo Boninsegni, la spesa alimentare è aumentata di almeno il 40%, mentre anche bollette e carburante incidono sempre di più. La coppia ha così modificato diverse abitudini: meno utilizzo dell’auto, meno pranzi e cene fuori e maggiore attenzione a ogni acquisto. Anche raggiungere la casa di campagna, distante circa 40 chilometri, è diventato meno frequente proprio per il costo della benzina. «Non si possono più fare grandi cose. Ogni spesa viene valutata».
I risparmi coinvolgono anche abbigliamento, tempo libero e regali ai nipoti. Decisivo è il fatto di possedere una casa: pagare un affitto a Firenze, secondo l’82enne, renderebbe impossibile vivere con la sua pensione. Ma oltre alle difficoltà economiche Boninsegni indica un altro grande problema per gli anziani: la solitudine. Da qui la proposta al Comune di istituire un numero verde per le necessità urgenti, soprattutto per chi non ha figli o nipoti a cui chiedere aiuto. Lo scrive la Nazione.
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