L’esperimento seguendo uno degli itinerari più popolari tra gli stranieri: «Lo rifaremmo? No»

Vivere Firenze con gli occhi di un turista, seguendo alla lettera uno degli itinerari più cliccati dai visitatori anglofoni. È l’esperimento condotto nel centro storico, affrontando caldo, folla e tappe obbligate tra Duomo, piazza della Signoria e i principali monumenti cittadini. Il risultato è una giornata da perfetti turisti “mordi e fuggi”, tra smartphone, cappellini e bottigliette d’acqua.

A incidere è soprattutto il capitolo cibo. Davanti al Duomo spopolano sorbetti serviti dentro limoni svuotati, mentre pizza e cappuccino fanno parte delle abitudini di molti visitatori. I prezzi non sono leggeri: 12 euro per un sorbetto e 14 per pizzetta e cappuccino al tavolo. Per pranzo, invece, l’Antico Vinaio richiama file lunghissime: c’è chi si presenta già dalle sette del mattino per attendere l’apertura.

Ma il vero simbolo dell’esperienza turistica fiorentina sono le code. Per il Duomo può servire almeno un’ora, mentre senza prenotazione agli Uffizi l’attesa può superare le due. File anche al Bargello, a Palazzo Vecchio, alle attrazioni più curiose e persino per riempire una bottiglia d’acqua. Caldo e attese che, però, sembrano non scoraggiare i visitatori, disposti a sopportare tutto pur di portarsi a casa un ricordo di Firenze. Lo scrive la Nazione. 

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