E' morta a 87 anni Marta Farnararo, professoressa ordinaria di Biologia all'Università di Firenze. In una nota Unifi esprime cordoglio e ricorda come al nome di Farnararo sono legati nascita e sviluppo di interi percorsi accademici: "ha offerto un contributo pionieristico e determinante per l'istituzione dell'insegnamento della biologia per il corso di laurea in medicina e chirurgia, promuovendone e guidandone successivamente l'introduzione in tutti gli altri corsi di laurea dell'Ateneo che prevedono tale disciplina nel proprio piano di studi".
Accanto a questo "cruciale impegno didattico e organizzativo", l'Università di Firenze rileva che Farnarano ha partecipato attivamente alla nascita e alla crescita dell'Associazione italiana di biologia e genetica (Aibg), "di cui è stata stimata socia fin dalle origini. Nel corso della sua lunga carriera all'interno del dipartimento di Scienze biochimiche, Farnararo si è distinta anche per una seria attività di ricerca scientifica. I suoi studi si sono concentrati principalmente sul metabolismo cellulare, sulla trasduzione del segnale, sulla biochimica dei carboidrati e sulla caratterizzazione dei lipidi bioattivi, con una produzione scientifica di rilievo internazionale ampiamente documentata dalle sue pubblicazioni".
Farnararo, prosegue la nota dell'università, "viene ricordata da colleghi e studenti per il suo carattere fermo e per un'assoluta dedizione all'insegnamento. Il suo rigore accademico era il riflesso del profondo rispetto che nutriva per la formazione dei futuri medici e professionisti della sanità, esigendo sempre il massimo per garantire una preparazione impeccabile. Al di fuori del rigore delle aule, tuttavia, era una persona estremamente piacevole e molto di compagnia. Proprio per questa sua natura calorosa e gioiosa, moltissimi colleghi del settore la ricordano oggi con grande simpatia e profondo affetto".
Accanto a questo "cruciale impegno didattico e organizzativo", l'Università di Firenze rileva che Farnarano ha partecipato attivamente alla nascita e alla crescita dell'Associazione italiana di biologia e genetica (Aibg), "di cui è stata stimata socia fin dalle origini. Nel corso della sua lunga carriera all'interno del dipartimento di Scienze biochimiche, Farnararo si è distinta anche per una seria attività di ricerca scientifica. I suoi studi si sono concentrati principalmente sul metabolismo cellulare, sulla trasduzione del segnale, sulla biochimica dei carboidrati e sulla caratterizzazione dei lipidi bioattivi, con una produzione scientifica di rilievo internazionale ampiamente documentata dalle sue pubblicazioni".
Farnararo, prosegue la nota dell'università, "viene ricordata da colleghi e studenti per il suo carattere fermo e per un'assoluta dedizione all'insegnamento. Il suo rigore accademico era il riflesso del profondo rispetto che nutriva per la formazione dei futuri medici e professionisti della sanità, esigendo sempre il massimo per garantire una preparazione impeccabile. Al di fuori del rigore delle aule, tuttavia, era una persona estremamente piacevole e molto di compagnia. Proprio per questa sua natura calorosa e gioiosa, moltissimi colleghi del settore la ricordano oggi con grande simpatia e profondo affetto".
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