(Nella foto: l'editore Antonio Pagliai, il sindaco di Fiesole Cristina Scaletti, Pierluigi Bacci e il giornalista di La Repubblica Fulvio Paloscia)
Un noir ambientato a Fiesole nel 1939. È “La panchina dell’inglese” (Mauro Pagliai Editore) di Pierluigi Bacci, presentato dall’autore nella Sala del Basolato del Municipio a Fiesole con il sindaco Cristina Scaletti, il giornalista de «La Repubblica» Fulvio Paloscia e l’editore Antonio Pagliai.
È la quarta storia con protagonista il maresciallo Giulio Guerri, dopo “Il doppio perturbante” uscito nel 2018, “Il labirinto imperfetto” nel 2021 e “La giustizia del calabrone” nel 2022.
Come nasce questo personaggio?
“Nasce dalla voglia di scrivere un giallo storico. È la vita romanzata di questo carabiniere che fa l’investigatore in un periodo particolare come quello del fascismo prima della guerra. Volevo raccontare la vita di persone in quella zona grigia che non è possibile definire fasciste né antifasciste. Mi piaceva cogliere questo spunto in un noir. Alla fine degli anni Venti si poteva passare dall’essere investigatore di polizia a investigatore dei carabinieri con un concorso e il mio protagonista sceglie i carabinieri per essere meno legato politicamente al fascismo”.
La storia inizia con l’acquisto, da parte di un giovane antiquario fiorentino al mercatino di Voghera, di una scatola di legno che cela un dipinto sul retro del coperchio. Il manufatto è antico e di valore, tanto da potere interessare un mercante tedesco in contatto con Hermann Göring.
Nel frattempo, il maresciallo Guerri scopre casualmente, durante una passeggiata con la moglie, il corpo di un uomo in un’oliveta, nascosto da una cerata e da un vecchio mantello militare.
Le due vicende si intrecciano in una trama popolata da loschi personaggi che si arricchiscono commettendo reati con la complicità di figure legate al regime fascista. Un romanzo attento ai particolari, alla toponomastica dell’epoca.
Ha un autore di riferimento?
“Gadda, per Quer pasticciaccio brutto de via Merulana”.
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