A Bellariva e Gavinana cresce la paura di nuovi ritardi

Sfiducia e rassegnazione prevalgono tra residenti e commercianti di Bellariva e Gavinana dopo l’annuncio dei sette mesi di lavori necessari per adeguare il ponte da Verrazzano al passaggio della tramvia. La conferma che la struttura non dovrà essere demolita ha evitato lo scenario peggiore, ma restano forti preoccupazioni per la viabilità e per le attività economiche, già alle prese da mesi con cantieri, modifiche alla circolazione e riduzione dei parcheggi. A suscitare i dubbi maggiori sono soprattutto i tempi e la scelta di effettuare soltanto adesso verifiche approfondite sulle condizioni del ponte.

Tra i residenti c’è chi teme che il ponte Nencioni non riesca ad assorbire tutto il traffico durante le chiusure del Verrazzano. La sindaca Sara Funaro ha spiegato che proprio l’apertura del Nencioni ha permesso di effettuare le verifiche senza rischiare di avere contemporaneamente due ponti indisponibili. I disagi, però, sono già concreti soprattutto per chi utilizza il trasporto pubblico. Milena Ortolani, 86 anni, racconta le difficoltà negli spostamenti dopo le modifiche alle linee dei bus, mentre Marina Fiorentini parla apertamente di rassegnazione: «Sono stati fatti troppi lavori tutti insieme, non ne possiamo più». Più fiducioso Giorgio Fiorentini, convinto che il lavoro continuo nei cantieri possa consentire di rispettare le scadenze.

Il clima è ancora più pesante tra i commercianti. Mario Manfriani, del Tennis Corner di via De Sanctis, critica la gestione dell’intervento: «Quando si fanno lavori del genere, che toccano punti nevralgici della città, arrivare così impreparati lascia un po’ a bocca aperta. Alle promesse del Comune non ci si crede più». Davide Calusi, della Sartoria riparazioni Cristina, teme invece un ulteriore prolungamento dei cantieri, con conseguenze soprattutto per le attività frequentate anche da clienti provenienti da fuori zona, penalizzati dalla mancanza di parcheggi e dalle difficoltà di accesso. Lo scrive la Nazione. 

Ancora più netto Giovanni Di Pasquale, proprietario della Vecchia Osteria del Nacchero: «Fiducia zero. Il programma dei lavori è già in ritardo». A preoccupare è anche la mancanza, secondo i commercianti, di date precise sulle varie fasi dell’intervento. La tramvia viene comunque considerata da molti un’opera potenzialmente utile una volta entrata in funzione, ma il beneficio futuro deve fare i conti con i disagi di oggi. A Bellariva e Gavinana resta quindi una domanda sopra tutte: i sette mesi annunciati saranno davvero sufficienti? Lo scrive la Nazione. 

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