Sono riprese, ad Acquaviva di Montepulciano (Siena), le indagini archeologiche nel sito di Fontegrande, un'area di circa 600 mq, in cui è conservato un complesso termale di età romana, databile alla prima età imperiale e dismesso attorno al V secolo d.C.
Da inizio luglio 2026, quando è cominciata la nuova campagna di scavo, i lavori hanno consentito di riportare integralmente alla luce alcune strutture già individuate negli anni Novanta e hanno restituito anche importanti novità. In particolare, è emerso un ulteriore ambiente, probabilmente identificabile con un 'frigidarium', lo spazio destinato ai bagni in acqua fredda, caratterizzato da un'abside, da una robusta pavimentazione in cocciopesto e collegato a un sistema di tubazioni. "La ripresa degli scavi ad Acquaviva - sottolinea Ada Salvi, funzionaria della soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo - rappresenta il risultato di un percorso avviato da tempo insieme al Comune di Montepulciano e permette oggi di unire ricerca, tutela e restituzione del patrimonio alla comunità.
Le nuove indagini stanno consentendo di comprendere meglio l'articolazione e le diverse fasi dell'impianto termale e, allo stesso tempo, di acquisire gli elementi necessari per una corretta fruizione del sito". Al fine di rendere accessibili i resti dell'antico impianto termale, si spiega in una nota del Comune, è prevista la realizzazione di un percorso di visita attrezzato, dotato di copertura. Il percorso sarà inoltre completato da un dispositivo didattico e informativo attualmente in corso di elaborazione con la soprintendenza. La riqualificazione dell'area archeologica e la ripresa degli scavi di Fontegrande rientrano infatti nel progetto 'Le Vie dell'Acqua', compreso nel programma culturale di Valdichiana Senese Capitale toscana della Cultura e volto alla valorizzazione e alla fruizione dei siti archeologici del territorio legati all'utilizzo dell'acqua nell'antichità per un investimento complessivo di 405 mila euro.
Da inizio luglio 2026, quando è cominciata la nuova campagna di scavo, i lavori hanno consentito di riportare integralmente alla luce alcune strutture già individuate negli anni Novanta e hanno restituito anche importanti novità. In particolare, è emerso un ulteriore ambiente, probabilmente identificabile con un 'frigidarium', lo spazio destinato ai bagni in acqua fredda, caratterizzato da un'abside, da una robusta pavimentazione in cocciopesto e collegato a un sistema di tubazioni. "La ripresa degli scavi ad Acquaviva - sottolinea Ada Salvi, funzionaria della soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo - rappresenta il risultato di un percorso avviato da tempo insieme al Comune di Montepulciano e permette oggi di unire ricerca, tutela e restituzione del patrimonio alla comunità.
Le nuove indagini stanno consentendo di comprendere meglio l'articolazione e le diverse fasi dell'impianto termale e, allo stesso tempo, di acquisire gli elementi necessari per una corretta fruizione del sito". Al fine di rendere accessibili i resti dell'antico impianto termale, si spiega in una nota del Comune, è prevista la realizzazione di un percorso di visita attrezzato, dotato di copertura. Il percorso sarà inoltre completato da un dispositivo didattico e informativo attualmente in corso di elaborazione con la soprintendenza. La riqualificazione dell'area archeologica e la ripresa degli scavi di Fontegrande rientrano infatti nel progetto 'Le Vie dell'Acqua', compreso nel programma culturale di Valdichiana Senese Capitale toscana della Cultura e volto alla valorizzazione e alla fruizione dei siti archeologici del territorio legati all'utilizzo dell'acqua nell'antichità per un investimento complessivo di 405 mila euro.
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