Il Comune di Firenze rilancia gli incentivi per trasformare gli affitti turistici in locazioni residenziali, estendendo la misura oltre l’area Unesco. Palazzo Vecchio riconoscerà un contributo a ristoro dell’Imu pagata nel 2026 ai proprietari di abitazioni nelle zone A3, Campo di Marte, e A4, Rifredi e Statuto, che dal 21 giugno abbiano cessato l’attività di locazione turistica breve o ricettiva extralberghiera per passare a un contratto residenziale regolarmente registrato.
La misura era già stata sperimentata con scarso successo. Nel 2024, nonostante uno stanziamento di 300mila euro, arrivò una sola domanda, mentre nel 2025 nessun proprietario fece richiesta. A pesare soprattutto la maggiore redditività degli affitti turistici nel centro storico, dove i piccoli locatori possono ottenere guadagni medi annui superiori ai 33mila euro.
Questa volta, però, l’incentivo viene allargato alle aree nelle quali il Comune ha esteso il blocco alle nuove autorizzazioni per gli affitti brevi. «È una misura economica pensata per rendere più conveniente affittare a famiglie e persone che scelgono di vivere, lavorare e studiare nella nostra città», spiega l’assessore allo Sviluppo economico e Turismo Jacopo Vicini.
Il ristoro riguarderà la quota dell’Imu 2026 maturata dalla sottoscrizione del contratto. Per accedere al contributo, la locazione dovrà interessare l’intera abitazione, essere stipulata con persone fisiche e avere carattere residenziale non transitorio, nel rispetto dell’Accordo territoriale sulle locazioni abitative. Lo scrive la Nazione.
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