Oltre 35mila vivono da soli a Firenze. L’appello: «Cento volontari non bastano, fatevi avanti»

«Meno male che c’è Erasmo». Nicola ha 90 anni e, soprattutto nelle giornate segnate dal caldo, trova nella compagnia di un volontario Auser un momento prezioso. Insieme vanno dal parrucchiere, al ristorante e soprattutto giocano a burraco. «Lui vince sempre, secondo me bara, oppure ha molta fortuna», scherza Nicola. Ma il valore di quelle partite è soprattutto un altro: «Mentre giochiamo parliamo delle nostre vite».

Nicola è uno degli oltre 35mila anziani che vivono soli a Firenze. I volontari di Auser entrano nelle loro case per ascoltarli, leggere un giornale o un libro, giocare a carte o semplicemente trascorrere qualche ora insieme. Un servizio ancora più importante durante le settimane di caldo estremo, quando per molti anziani uscire diventa difficile.

«Molti sono soli, senza figli o con figli lontani – racconta Giovanni Dell’Olmo, presidente di Auser Firenze –. Si affezionano a noi volontari e ogni volta che li andiamo a trovare non vorrebbero lasciarci andare via». Tra gli operatori c’è anche Lorenzo Martinisi, 25 anni, che dedica parte del proprio tempo libero agli anziani: «L’altro giorno un anziano mi ha detto che si sentiva quasi abbandonato dai figli, poi ha cominciato a raccontarmi della sua vita».

Del servizio beneficia anche Marisa, 88 anni, che vive a Santa Croce con il marito di 96 anni. Grazie agli accompagnatori Auser riesce a raggiungere l’Rsa del Gignoro, dove trascorre parte della giornata in compagnia di altri anziani, per poi tornare a casa dopo pranzo.

La richiesta di aiuto, però, supera le forze disponibili. «Abbiamo cento volontari ma sono troppo pochi rispetto alla domanda di compagnia che ci arriva dagli anziani», sottolinea Dell’Olmo. Da qui l’appello a chi può mettere a disposizione un po’ del proprio tempo: «Fatevi avanti». Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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