Da Campo di Marte a Rifredi, resti­tuito quanto ver­sato nel 2026 Via della Chi­mera, dopo lo sgom­bero arri­ve­ranno sei alloggi Ers

Per i pro­prie­tari di case nelle zone di Firenze dove è scat­tato il blocco ai nuovi airbnb che deci­dono di rinun­ciare agli affitti turi­stici in favore degli inqui­lini resi­denti arriva il ristoro dell’Imu da parte di Palazzo Vec­chio. Lo ha deciso la giunta della sin­daca Sara Funaro, con una deli­bera che amplia il ristoro dalla zona A1, il cen­tro Une­sco, dove il prov­ve­di­mento esi­ste dal 2024, alle zone A3 e A4. Si tratta delle aree edi­fi­cate tra la fine dell’Otto­cento e l’ini­zio del Nove­cento, esat­ta­mente quelle indi­vi­duate nei mesi scorsi da Palazzo Vec­chio per far scat­tare i bloc­chi ai nuovi airbnb.

Nelle nuove zone, potrà bene­fi­ciare del ristoro Imu chi, a par­tire dal 21 giu­gno scorso, ha rinun­ciato o rinun­cerà ad affitti brevi o extra-alber­ghiein favore di con­tratti con per­sone fisi­che, non tran­si­tori, sull’intera unità immo­bi­liare. «È una misura eco­no­mica pen­sata per ren­dere più con­ve­niente affit­tare a fami­glie e per­sone che scel­gono di vivere, lavo­rare e stu­diare nella nostra città — dice l’asses­sore allo Svi­luppo eco­no­mico e al Turi­smo, Jacopo Vicini — In coe­renza col blocco alle nuove loca­zioni turi­sti­che brevi la ampliamo anche alla prima cin­tura esterna al cen­tro sto­rico». Il ristoro dell’Imu

Il flop e il rilan­cio Il ristoro dell’impo­sta sulla casa finora in vigore solo in area Une­sco non ha por­tato i risul­tati spe­rati Ora l’esten­sione del prov­ve­di­mento

nel cen­tro sto­rico, secondo indi­scre­zioni, in que­sti due anni sarebbe stato tutt’altro che un suc­cesso: troppo poco quel rim­borso rispetto agli altis­simi gua­da­gni che arri­vano dalla ren­dita turi­stica. Ma a Palazzo Vec­chio spe­rano che fuori dall’area Une­sco, dove i red­diti da turi­smo sono più bassi, il prov­ve­di­mento possa otte­nere risul­tati sen­si­bil­mente migliori.

Per favo­rire la resi­denza, la giunta di Palazzo Vec­chio ha ema­nato una seconda deli­bera che pre­vede il recu­pero dei sei vil­lini del vil­lag­gio di via della Chi­mera, che saranno desti­nati in via per­ma­nente a hou­sing sociale (canone cal­mie­rato), restando di pro­prietà del Comune. Per finan­ziare l’ope­ra­zione saranno usate le risorse che arri­vano dalla mori, netiz­za­zione della ristrut­tu­ra­zione (a fini turi­stici) di Palazzo Sas­setti, una cifra supe­riore ai 400 mila euro.

In 4 dei 6 alloggi oggi vivono abu­si­va­mente 16 per­sone, già oggetto di un’inti­ma­zione di allon­ta­na­mento. Il vil­lag­gio dovrebbe essere quindi pre­sto libe­rato, per boni­fi­care l’area e poi par­tire con il recu­pero. «Quanto acca­duto fin qui in via della Chi­mera è intol­le­ra­bile. Abbiamo messo in campo tutte le pro­ce­dure neces­sa­rie e l’inter­vento sarà rea­liz­zato entro la fine di ago­sto», dice la sin­daca Funaro, men­tre l’asses­sore al Wel­fare Nicola Pau­lesu aggiunge: «È un atto con­creto che va a imple­men­tare il patri­mo­nio pub­blico di edi­li­zia resi­den­ziale sociale per­ma­nente».

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies