La chiamavano la “Moretta”, oppure la “Fiorentina”. Vittoria Tesi, nata a Firenze il 13 febbraio 1701, fu una delle più celebri cantanti del Settecento e la prima donna mulatta a imporsi sui grandi palcoscenici dell’opera europea. Figlia di un uomo di origini africane al servizio del cantante Francesco De Castris, aveva una potente voce da contralto e una presenza scenica che la rese amatissima dal pubblico e apprezzata nelle principali corti europee.
Dopo gli studi musicali tra Firenze e Bologna, Tesi debuttò appena quindicenne a Parma sotto la protezione dei Farnese. La sua carriera la portò nei maggiori teatri italiani, da Venezia a Milano e Napoli, dove nel 1737 partecipò alla prima opera rappresentata nel nuovo Teatro San Carlo. Cantò anche alla Pergola e al Cocomero di Firenze, oltre che a Madrid, Dresda e Vienna, dove si stabilì nel 1749. Nel corso della sua carriera godette della protezione dei Medici, degli Este e della corte asburgica.
Fondamentale fu il sodalizio con Farinelli, incontrato per la prima volta nel 1724 a Napoli. Entrambi potevano interpretare ruoli sia maschili sia femminili. La fama della Tesi non derivava soltanto dalla voce: contemporanei e maestri di canto ne sottolineavano soprattutto le eccezionali capacità di attrice, la pronuncia, la gestualità e il dominio della scena. Metastasio, che inizialmente l'aveva giudicata una «grandissima nullità», arrivò poi a definirla «nostra impareggiabile africana Tesi».
Sposata dal 1731 con Giacomo Palmerino Tramontini, abbandonò la carriera di cantante poco dopo i cinquant’anni a causa di problemi respiratori, senza però lasciare il mondo dello spettacolo. Si dedicò all’insegnamento e lavorò come direttrice dei costumi del teatro di Vienna, formando nuove generazioni di cantanti. Morì nella capitale austriaca nel 1775, dopo una vita trascorsa sui più importanti palcoscenici europei. Lo scrive Repubblica.
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