Il quarto album della band pratese trasforma disagio, fragilità e ansia sociale in un suono potente e collettivo

Con “Fra la violenza e la gentilezza”, i Bluagata tornano con un disco che affronta il presente senza cercare scorciatoie. Il quarto lavoro della band pratese mette in contrapposizione la durezza di un mondo fatto di aggressività e pressione con la gentilezza, intesa non come debolezza ma come forma di resistenza e capacità di andare incontro all’altro.

Musicalmente il gruppo conserva l’anima del rock alternativo, arricchendola con suggestioni post-punk e darkwave. Chitarre taglienti, una solida sezione ritmica, sintetizzatori e tastiere costruiscono un paesaggio sonoro nel quale potenza e momenti più intimi convivono. A curare la produzione è Alessio Camagni, già al lavoro con I Ministri, che mantiene compatto il suono lasciando spazio alle diverse dinamiche dei brani.

Al centro del progetto ci sono le due voci di Alessia Masi e Margherita Bencini, capaci di rappresentare le due anime evocate dal titolo. Accanto a loro Folco Vinattieri alla chitarra, Federico Masi alla batteria e Lorenzo Mattei al basso. I testi affrontano rabbia, memoria, fragilità, ansia sociale, rottura dei tabù e desiderio di ricomporre le fratture.

Nati a Prato nel 2017, con questo quarto album i Bluagata scelgono di non offrire risposte semplici né soluzioni consolatorie. “Fra la violenza e la gentilezza” dà invece una forma sonora al disagio contemporaneo, ricordando come il rock possa essere ancora uno spazio collettivo nel quale affrontare l’oscurità senza lasciarle l’ultima parola. Lo scrive Repubblica. 

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