La Regione Toscana ha approvato gli indirizzi per definire il piano di dimensionamento della rete scolastica per l’anno 2027-28, scegliendo di non procedere obbligatoriamente ad alcun accorpamento o fusione. Una novità significativa dopo le polemiche dei mesi scorsi, in particolare quelle legate all’accorpamento tra gli storici licei fiorentini Michelangiolo e Galileo.
Province e Città Metropolitana potranno comunque avanzare volontariamente proposte di fusione, ma a una condizione: per ogni istituzione scolastica accorpata dovrà esserne proposta una nuova, così da mantenere invariato a 450 il numero delle autonomie scolastiche toscane. Il contingente è quello stabilito dal decreto interministeriale del 25 giugno 2026 per il prossimo triennio.
Adesso la parola passa alle Conferenze Zonali per l’Educazione e l’Istruzione, quindi alle Province e alla Città Metropolitana. La Giunta regionale dovrà infine approvare il piano entro il 26 ottobre. Confermata anche la tutela degli istituti situati nelle aree interne periferiche e ultra-periferiche, mentre resteranno esclusi da eventuali accorpamenti i CPIA e l’Educandato di Firenze.
«Questo provvedimento rappresenta un passaggio amministrativo necessario e non un piano di tagli», sottolinea il presidente Eugenio Giani. L’assessora Alessandra Nardini accoglie positivamente l'assenza di nuovi tagli per il prossimo triennio, pur ribadendo la contrarietà della Regione a quelli effettuati negli anni precedenti: «Continueremo a difendere la scuola pubblica».
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