In un anno 672 auto, 565 motocicli e 270 ciclomotori sottratti nella provincia

Firenze è la provincia toscana dove si rubano più auto, motocicli e ciclomotori. In dodici mesi sono stati denunciati 672 furti di automobili, 565 di motocicli e 270 di ciclomotori, per un totale che supera i 1.500 veicoli.

I numeri emergono dall’analisi di Facile.it sulle statistiche diffuse dal Ministero dell’Interno-Dipartimento della Pubblica Sicurezza e fotografano un fenomeno particolarmente significativo soprattutto per le due ruote, molto utilizzate negli spostamenti quotidiani a Firenze.

Complessivamente in Toscana, nell’arco di un anno, sono state rubate 1.858 automobili e oltre 2.200 tra moto e motorini, per un totale superiore a 4.100 mezzi. In media vengono quindi denunciati oltre 11 furti di veicoli al giorno.

Sul fronte delle automobili Firenze guida nettamente la classifica regionale con 672 denunce, pari a quasi due vetture rubate al giorno. Alle sue spalle si trovano Pisa con 212 furti e Prato con 194. Seguono Livorno (160), Lucca (152), Massa-Carrara (112), Grosseto (100), Pistoia (95), Arezzo (89) e Siena (72).

Ancora più evidente il primato fiorentino per le due ruote. I 565 motocicli rubati equivalgono a più di uno e mezzo al giorno. Firenze precede Livorno, con 466 casi, e Lucca, con 117. Per quanto riguarda i ciclomotori, invece, Firenze registra 270 furti, davanti a Livorno con 159 e Lucca con 115.

Il fenomeno riguarda soprattutto le zone urbane maggiormente frequentate, dove l'elevata presenza di mezzi parcheggiati e il largo utilizzo quotidiano di moto e scooter possono favorire questo genere di reati.

Un problema che per i proprietari non si traduce soltanto nel danno economico legato alla perdita del veicolo, ma anche nelle conseguenze sulla mobilità quotidiana e nei tempi necessari per denunce e pratiche assicurative. I dati confermano così come la sicurezza dei parcheggi e il contrasto ai furti di veicoli restino temi particolarmente sensibili a Firenze e nei principali centri urbani della Toscana. Lo scrive la Nazione. 

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