Addio in Toscana al regista Gianfranco Pedullà, fu pioniere del teatro 'in carcere'. Nato a Crotone il 14 agosto 1957, Gianfranco Pedullà era toscano di adozione. Da tempo viveva a Poppiano di Montespertoli (Firenze), fino all'incidente avvenuto nel luglio 2025 e al successivo ricovero prima in ospedale poi in una rsa a Empoli.
Regista e drammaturgo, nel 1980 fondò la compagnia Mascarà Teatro, diventata nel 1993 Teatro popolare d'arte. Dal 2010 era direttore del Teatro delle Arti di Lastra a Signa, in precedenza lo era stato del Teatro Studio E.C. Craig all'Isolotto, a Firenze, laboratorio permanente di formazione, e del Teatro Comunale di Bucine (Arezzo).
Nel corso della sua carriera, Pedullà si è occupato di pedagogia teatrale con laboratori, corsi e seminari nelle scuole. Il suo nome, però, è soprattutto legato al lavoro con i detenuti. Nel 2011 è stato tra i fondatori del Coordinamento nazionale teatro in carcere, ma la sua esperienza era partita molto prima, già nel 1992 con spettacoli e lattività nella Casa circondariale di Arezzo. Poi Pistoia e Prato fino al laboratorio sul Teatro del mare con i detenuti dell'isola di Gorgona (Livorno), avviato nel 2019. Insieme a loro nel 2020 vinse il premio Anct per 'Ulisse o i colori della mente', come miglior spettacolo di teatro sociale in Italia. Sempre in questo ambito, Pedullà fu anche l'ideatore di 'Destini incrociati' la rassegna nazionale di teatro in carcere, sostenuta dalla Regione Toscana.
Laureato in Lettere all'Università di Firenze e studioso del teatro al tempo del fascismo, ha ottenuto premi nazionali per le sue ricerche e l'impegno civile. Come regista e drammaturgo, in oltre 40 anni di attività, si è misurato con Beckett e Pirandello, Brecht e De Filippo, oltre a testi originali. Tra i lavori più recenti 'Metamorfosi', 'Una tempesta', quest'ultima con i detenuti di Gorgona, e 'L'assaggiatrice di Hitler'.
Regista e drammaturgo, nel 1980 fondò la compagnia Mascarà Teatro, diventata nel 1993 Teatro popolare d'arte. Dal 2010 era direttore del Teatro delle Arti di Lastra a Signa, in precedenza lo era stato del Teatro Studio E.C. Craig all'Isolotto, a Firenze, laboratorio permanente di formazione, e del Teatro Comunale di Bucine (Arezzo).
Nel corso della sua carriera, Pedullà si è occupato di pedagogia teatrale con laboratori, corsi e seminari nelle scuole. Il suo nome, però, è soprattutto legato al lavoro con i detenuti. Nel 2011 è stato tra i fondatori del Coordinamento nazionale teatro in carcere, ma la sua esperienza era partita molto prima, già nel 1992 con spettacoli e lattività nella Casa circondariale di Arezzo. Poi Pistoia e Prato fino al laboratorio sul Teatro del mare con i detenuti dell'isola di Gorgona (Livorno), avviato nel 2019. Insieme a loro nel 2020 vinse il premio Anct per 'Ulisse o i colori della mente', come miglior spettacolo di teatro sociale in Italia. Sempre in questo ambito, Pedullà fu anche l'ideatore di 'Destini incrociati' la rassegna nazionale di teatro in carcere, sostenuta dalla Regione Toscana.
Laureato in Lettere all'Università di Firenze e studioso del teatro al tempo del fascismo, ha ottenuto premi nazionali per le sue ricerche e l'impegno civile. Come regista e drammaturgo, in oltre 40 anni di attività, si è misurato con Beckett e Pirandello, Brecht e De Filippo, oltre a testi originali. Tra i lavori più recenti 'Metamorfosi', 'Una tempesta', quest'ultima con i detenuti di Gorgona, e 'L'assaggiatrice di Hitler'.
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