Gli affitti brevi non producono gli stessi effetti socioeconomici in tutti i contesti urbani ed è un errore applicare norme restrittive in modo indistinto. Questa la posizione espressa da Armando Barsotti, delegato di Fiaip Toscana, che critica i nuovi vincoli normativi introdotti dalla Regione e dal governo nazionale. Se nelle grandi città e nei centri d'arte la diffusione delle locazioni brevi è oggetto di discussione per la tenuta residenziale, nei piccoli comuni e nelle aree interne rappresenta invece un presidio fondamentale per arginare il declino economico e lo spopolamento.
Secondo l'analisi della Federazione italiana agenti immobiliari professionali, basata su dati di The European House-Ambrosetti per Airbnb, l'impatto economico del settore nei territori minori ammonta a quasi 950 milioni di euro. Le abitazioni messe a disposizione dai privati sono diventate un elemento centrale per il turismo diffuso, capace di generare da solo oltre 400 milioni di euro di spesa turistica diretta, distribuita tra pernottamenti, attività di ristorazione e commercio locale.
Fiaip ribadisce quindi la necessità di distinguere le dinamiche delle grandi aree metropolitane da quelle dei piccoli borghi storici. Per le realtà periferiche e per le aree interne prossime alle grandi mete turistiche, la ricettività extra-alberghiera non costituisce una minaccia, bensì uno strumento indispensabile per coniugare la tutela del patrimonio culturale con la sostenibilità economica e la vivibilità dei territori. Lo scrive La Nazione.
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