Secondo l'Osservatorio Findomestic l'inflazione frena la propensione agli acquisti nel Paese, mentre la regione resiste grazie agli investimenti per la casa e la telefonia

L'ondata di caldo estivo non riesce a scaldare i consumi degli italiani, sempre più cauti di fronte al ritorno dell'inflazione, al caro energia e al clima di incertezza geopolitica. L'Osservatorio Findomestic registra ad agosto un calo delle intenzioni d'acquisto del 2,1%, che segue i flessioni di giugno e luglio. In questo contesto di generale prudenza, la Toscana si distingue per una tenuta superiore alla media nazionale, forte dei dati del 2025 che vedono la spesa media per famiglia attestarsi a 3.499 euro, il secondo valore più alto a livello nazionale.

La spesa complessiva regionale per i beni durevoli ha toccato quota 5,898 miliardi di euro, evidenziando una flessione contenuta dell'1,6%. A determinare il rallentamento è principalmente il comparto della mobilità, con contrazioni sia per le auto nuove (-5,1%) e usate (-1,4%), sia per i motoveicoli (-6,2%). Nonostante la flessione, le famiglie toscane mantengono il primato italiano per la spesa media destinata alle vetture di nuova immatricolazione, pari a 993 euro a nucleo.

Di contro, si riscontra una buona vivacità negli acquisti dedicati alla casa e alle personal tecnologie. La telefonia registra l'incremento più marcato (+4,9%), seguita dai grandi e piccoli elettrodomestici (+2,2%), mentre il settore dei mobili si mantiene stabile. Arretrano leggermente l'elettronica di consumo e l'information technology. Come evidenziato dall'analisi dei dati, i consumatori toscani dimostrano di selezionare le proprie spese indirizzandole verso i settori in grado di migliorare il comfort e la qualità della vita domestica.

A livello provinciale, Firenze si conferma il mercato di riferimento con oltre 1,6 miliardi di spesa complessiva. Lucca evidenzia un'ottima tenuta e si posiziona al secondo posto in Italia per spesa media familiare con 3.694 euro. Massa-Carrara si segnala come l'unica realtà in territorio positivo con un lieve incremento dello 0,2%, mentre Prato registra la contrazione più marcata della regione, segnando un calo del 4,4%.

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