Avere un impiego regolare e un reddito stabile non garantisce più la possibilità di trovare un alloggio accessibile a Firenze. È quanto emerge dalle 67 segnalazioni raccolte da Federconsumatori Toscana nei soli mesi estivi, che evidenziano una criticità strutturale: la crescita degli stipendi non riesce a coprire la drastica impennata del costo dell'abitare. Secondo l'elaborazione CNA su dati OMI, dal 2019 al 2025 il canone mensile medio per un appartamento di 70 metri quadrati nel capoluogo è salito da 900 a 1.340 euro, registrando un incremento netto di 440 euro al mese.
Il fenomeno riguarda ormai in modo trasversale giovani occupati, nuclei familiari ed emergenze di ceto medio. Agli sportelli dell'associazione si presentano lavoratori singoli costretti a fare i conti con un mercato altamente competitivo e col rischio di truffe online, ma anche famiglie residenti in spazi inadeguati che non possono sostenere i costi di un cambio casa tra canone, spese condominiali e utenze. Persino le coppie con doppio stipendio manifestano l'incapacità di individuare soluzioni sostenibili all'interno dei confini comunali.
La principale via d'uscita diventa lo spostamento verso i comuni della cintura fiorentina, una scelta che tuttavia sposta il peso economico sui costi di trasporto, sul carburante e sui tempi di pendolarismo. Come sottolineato da Federconsumatori, questa inaccessibilità del mercato immobiliare rischia di indebolire l'intero tessuto socio-economico cittadino, rendendo complesso attrarre e trattenere la forza lavoro necessaria alle imprese, in un contesto locale dove la difficoltà di reperimento del personale rimane elevata.
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