I commercianti denunciano su La Nazione perdite fino al 50%: storiche attività abbassano la saracinesca e chiedono veri ristori al Comune.


La prolungata presenza dei cantieri per la realizzazione della nuova linea della tramvia sta mettendo in seria crisi il tessuto commerciale di viale Europa e delle zone limitrofe nel capoluogo toscano. Come documentato nel dettaglio dalle pagine di cronaca de La Nazione, molte attività storiche della zona — tra cui Bomber Firenze, Orlandini, Vidocq Sport, un'edicola e il negozio ElenaSoniaConsuelo — sono state costrette ad abbassare definitivamente la saracinesca a causa del drastico calo di clienti e delle difficoltà di accesso e parcheggio per chi proviene da fuori città.

Le testimonianze raccolte dai negozianti tratteggiano uno scenario di forte sofferenza economica. Gerardo Arena, titolare dei punti vendita Hashtag Kids e Bottega Verde, rivela perdite di fatturato superiori al 50% legate all'impossibilità per la clientela di raggiungere viale Europa, situazione che lo ha già spinto a chiudere un altro negozio in via Gioberti e che rischia di portare al licenziamento di quattro dipendenti. Sulla stessa linea Elisa Guazzini, titolare di Eli117, che registra una contrazione delle vendite tra il 20% e il 25% interrompendo un trend di crescita costante che durava dal 2022. A pesare sulle prospettive dei commercianti è anche lo slittamento dei tempi: la riapertura della viabilità, inizialmente prevista per fine agosto, è stata posticipata all'11 settembre, mentre all'orizzonte si prospettano altri sette mesi di disagi per i futuri lavori di riqualificazione del ponte da Verrazzano.

Di fronte a questa emergenza, le misure di sostegno finora messe in campo dall'amministrazione comunale vengono giudicate del tutto insufficienti. Stefano Bianchi, titolare del Caffè Europa e presidente del Centro Commerciale Naturale di viale Europa, evidenzia sulle pagine de La Nazione come non sia ancora arrivato alcun ristoro economico concreto per le categorie colpite. Gli esercenti ribadiscono che i soli sconti o l'annullamento della Tari rappresentano una minima goccia nel mare rispetto alle perdite accumulate, chiedendo a Palazzo Vecchio indennizzi diretti per evitare un'ulteriore moria di negozi prima del termine dei lavori e del collaudo definitivo dell'infrastruttura.

Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies