L’aria di Firenze migliora, ma traffico e mezzi più vecchi continuano a rappresentare un problema. È il quadro che emerge dai dati dell’Osservatorio sulla Mobilità Urbana Sostenibile, che monitora qualità dell’aria, parco veicolare e infrastrutture per la mobilità elettrica nelle principali città italiane coinvolte nella missione europea per la neutralità climatica entro il 2030.
La principale criticità riguarda il biossido di azoto (NO2), inquinante strettamente collegato anche alle emissioni del traffico. Da gennaio Firenze ha registrato 148 superamenti della soglia giornaliera indicata dall’Oms. Rispetto al futuro limite europeo previsto dal 2030, invece, la città registra 18 giorni di superamento, esattamente il massimo consentito. Per il PM10 i giorni oltre la soglia sono stati sei.
Segnali positivi arrivano dal rinnovamento delle automobili. Le Euro 6 rappresentano il 45,7% del parco, dato che colloca Firenze al terzo posto tra le città analizzate, dietro Torino e Prato. Resta però elevata la presenza di mezzi datati: il 31,1% delle auto ha più di 15 anni. Crescono anche le ibride a benzina, arrivate all’11,7% del totale.
Più problematica la situazione dei motocicli: il 40,3% ha oltre 15 anni e più del 90% continua a essere alimentato a benzina. I mezzi Euro 5 rappresentano il 25,7%, mentre l’elettrico, nonostante la crescita degli ultimi anni, si ferma a circa l’1% del parco cittadino.
Sul fronte delle infrastrutture, Firenze raggiunge un punto di ricarica elettrica ogni mille abitanti, tra i risultati migliori delle città analizzate. La sfida, secondo l’Osservatorio, sarà però rendere la rete sempre più capillare e affidabile, estendendola anche alle periferie e alle principali direttrici di traffico.
La fotografia è quindi quella di una città in transizione, ma con ancora molta strada da percorrere: per migliorare ulteriormente la qualità dell’aria serviranno un ricambio più rapido del parco veicolare, soprattutto dei motocicli, e un potenziamento della mobilità elettrica. Lo scrive la Nazione.
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