Faib Confesercenti denuncia il calo delle vendite e dei guadagni per i gestori. Allarme per l’inverno e per la progressiva scomparsa degli impianti nelle zone montane

I prezzi dei carburanti continuano a salire anche in Toscana. Rispetto alla settimana di Ferragosto, la benzina è passata da una media di 1,988 a 2,013 euro al litro, mentre il diesel è aumentato da 2,079 a 2,135 euro. Una situazione che pesa sugli automobilisti e sui gestori, alle prese con una diminuzione dei rifornimenti e margini di guadagno sempre più ridotti.

«Avere una macchina è diventato un lusso», denuncia Federico Valacchi, presidente regionale di Faib Confesercenti. Molte persone limitano gli spostamenti e centellinano il carburante. L’esodo estivo e il turismo sostengono ancora parzialmente le vendite, ma il timore è che la situazione peggiori durante l’inverno, quando si ridurranno anche le presenze turistiche.

Valacchi chiede interventi immediati, a partire dalla proroga dello sconto di 17 centesimi sulle accise del gasolio, e accusa le compagnie petrolifere di avere ottenuto guadagni elevati mentre i controlli si sono concentrati sui gestori. Cresce inoltre la preoccupazione per le aree montane, dove la chiusura degli impianti potrebbe lasciare interi territori senza distributori per decine di chilometri. Lo scrive la Nazione. 

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