Esce in libreria 'Il sopravvissuto', autobiografia di Natalino Mele, il bimbo superstite del primo duplice omicidio attribuito al Mostro di Firenze, a Castelletti di Signa, la notte del 21 agosto 1968.
Natalino Mele aveva 6 anni. Sua madre Barbara Locci e l'amante di lei Antonio Lo Bianco furono uccisi mentre il bimbo dormiva sul sedile posteriore dell'auto. Da allora la sua vita è rimasta segnata da quella tragedia. Il sopravvissuto è il titolo del volume firmato da Natalino Mele insieme a Nico Parente edito da Shatter. Sarà dispobiile per l'acquisto dal 28 agosto.
Attraverso le parole dello stesso Natalino, il volume ripercorre l'infanzia dopo l'omicidio della madre, gli anni della marginalità vissuti anche per strada, senza una dimora, fino alla recente assegnazione di una casa popolare da parte del Comune di Firenze.
"Per decenni il centro della narrazione è stato occupato dall'assassino", scrive nella prefazione l'avvocato Lorenzo Tombelli, legale di Mele, ma "è come se il protagonista di queste vicende fosse diventato colui che ha tolto la vita e non coloro ai quali la vita è stata tolta". L'opera, sottolinea Tombelli, compie una scelta diversa e "restituisce finalmente la parola a chi, per troppo tempo, è stato raccontato soltanto attraverso gli atti processuali, le cronache giudiziarie o le ricostruzioni investigative".
Natalino Mele aveva 6 anni. Sua madre Barbara Locci e l'amante di lei Antonio Lo Bianco furono uccisi mentre il bimbo dormiva sul sedile posteriore dell'auto. Da allora la sua vita è rimasta segnata da quella tragedia. Il sopravvissuto è il titolo del volume firmato da Natalino Mele insieme a Nico Parente edito da Shatter. Sarà dispobiile per l'acquisto dal 28 agosto.
Attraverso le parole dello stesso Natalino, il volume ripercorre l'infanzia dopo l'omicidio della madre, gli anni della marginalità vissuti anche per strada, senza una dimora, fino alla recente assegnazione di una casa popolare da parte del Comune di Firenze.
"Per decenni il centro della narrazione è stato occupato dall'assassino", scrive nella prefazione l'avvocato Lorenzo Tombelli, legale di Mele, ma "è come se il protagonista di queste vicende fosse diventato colui che ha tolto la vita e non coloro ai quali la vita è stata tolta". L'opera, sottolinea Tombelli, compie una scelta diversa e "restituisce finalmente la parola a chi, per troppo tempo, è stato raccontato soltanto attraverso gli atti processuali, le cronache giudiziarie o le ricostruzioni investigative".
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