A un anno dalla rimozione dei ponteggi, il cosiddetto “cubo nero” continua a far discutere per il suo impatto sul panorama di Firenze. L’edificio sorto dalla trasformazione dell’ex Teatro Comunale è visibile anche da piazzale Michelangelo ed è al centro di un dossier dell’Unesco, tuttora in fase istruttoria.
La magistratura ha acquisito gli atti relativi al procedimento urbanistico e notificato quindici avvisi di garanzia a dirigenti comunali, componenti della commissione Paesaggio, rappresentanti della proprietà e progettisti. Tra le contestazioni figura anche un presunto abuso edilizio: una parte dell’edificio avrebbe due piani in più rispetto a quanto approvato dalla conferenza dei servizi.
L’ex Comunale, dopo alcune aste deserte, fu ceduto dal Comune a Cassa depositi e prestiti per 23 milioni di euro. Il piano di recupero del 2018 consentì di trasformarlo da struttura culturale a complesso residenziale e ricettivo. Nel 2020 l’immobile fu acquistato da una joint venture tra Blue Noble e Hines, che presentò un progetto diverso da quello iniziale.
La commissione Paesaggio espresse parere favorevole, mentre la Soprintendenza rilevò inizialmente alcuni «elementi peggiorativi». Dopo alcune modifiche arrivò il via libera, con la richiesta di verificare durante i lavori le finiture esterne. Proprio colori, materiali e mancati sopralluoghi sono ora tra gli aspetti al centro degli accertamenti. Lo scrive la Nazione.
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