Il Silb Confcommercio chiede controlli e rispetto delle autorizzazioni: «I locali costretti a gestire turisti già ubriachi»

Dovevano essere lezioni per imparare a preparare la pasta fresca, la bistecca alla fiorentina e i piatti della tradizione toscana. In alcuni casi, però, le cooking class rivolte soprattutto ai turisti stranieri rischiano di trasformarsi in esperienze incentrate sul consumo di alcol, con offerte pubblicizzate online attraverso la formula «unlimited wine».

A denunciare il fenomeno è Riccardo Tarantoli, presidente del Silb Confcommercio Firenze. Secondo gli operatori, quando una scuola di cucina propone la somministrazione illimitata di vino e altre bevande, l’attività può superare i confini didattici e diventare simile a quella di un pubblico esercizio, senza però rispettarne autorizzazioni e obblighi.

Le conseguenze ricadrebbero anche sui locali del centro: «Ci troviamo a gestire persone che arrivano nei nostri esercizi già in stato di ebbrezza», spiega Tarantoli, sottolineando i possibili problemi per la sicurezza e l’ordine pubblico. Il Silb chiede quindi controlli e il rispetto del regolamento comunale, che vieta iniziative promozionali capaci di incentivare l’abuso di alcolici.

Resta aperta anche la questione legata alla crescita delle cooking class nel centro storico. Lo scorso marzo il Comune ha introdotto limiti per le nuove aperture e regole più precise sulle modalità di svolgimento delle attività. Lo scrive la Nazione. 

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