La Serie A è un campionato tradizionalmente prudente, soprattutto nelle scelte di mercato. I club italiani tendono spesso ad affidarsi a calciatori già conosciuti, magari reduci da esperienze complicate all’estero e desiderosi di rilanciarsi. Dopo aver perso Moise Kean e aver tentato senza successo di portare a Firenze Joshua Zirkzee, Fabio Paratici ha quindi scelto un’altra vecchia conoscenza del calcio italiano: Norberto Bercique Gomes Betuncal, più semplicemente Beto.
L’attaccante portoghese naturalizzato guineense era approdato all’Everton nell’estate del 2023, dopo le ottime stagioni disputate con l’Udinese. I Toffees investirono quasi 30 milioni di euro per risolvere i propri problemi offensivi, aggravati dai continui infortuni di Dominic Calvert-Lewin. Beto si inserì però in un contesto molto difficile: al suo arrivo, l’Everton non aveva ancora segnato nelle prime tre giornate di Premier League.
L’inizio fu promettente, con un gol realizzato in Coppa di Lega, ma l’attaccante perse presto spazio nelle gerarchie di Sean Dyche. Il tecnico inglese ha sempre privilegiato centravanti particolarmente efficaci nel gioco aereo, nei duelli fisici e nel lavoro spalle alla porta. Nonostante i suoi 193 centimetri, Beto possiede caratteristiche differenti e rende soprattutto quando può attaccare la profondità. Con Dyche il suo bilancio si fermò così a quattro reti in 42 presenze.
La svolta arrivò l’11 gennaio 2025, con il ritorno di David Moyes sulla panchina dell’Everton. Il tecnico scozzese cambiò il modo di giocare della squadra, puntando maggiormente sulle ripartenze e sugli attacchi nello spazio. Complici i nuovi problemi fisici di Calvert-Lewin, Beto conquistò il posto da titolare e rispose con sette gol in 14 partite, mantenendo una media di una rete ogni due presenze.
Nell’ultima stagione il portoghese si è alternato con Thierno Barry, centravanti francese acquistato dal Villarreal per 30 milioni. Alle loro spalle, giocatori di qualità come Ndiaye, Dewsbury-Hall e Grealish hanno garantito assist e occasioni. Beto ha chiuso l’annata con nove reti, una in più rispetto alle otto realizzate da Barry.
L’Everton ha però deciso di affidare il futuro del proprio attacco al francese, preferito durante la preparazione estiva e nelle prime due giornate di Premier League. A ridurre ulteriormente lo spazio per Beto potrebbe essere il possibile ritorno di Richarlison, ormai fuori dai piani del Tottenham allenato da Roberto De Zerbi. L’equazione del club inglese è chiara: se arriva il brasiliano, Beto può partire.
Alla Fiorentina l’ex Udinese offrirebbe caratteristiche molto diverse rispetto a quelle di Pellegrino. L’argentino ama il contatto fisico, il gioco spalle alla porta e i colpi di testa. Beto, invece, preferisce ricevere guardando la porta e sfruttare la propria accelerazione. Pur avendo una struttura imponente, la sua qualità principale resta lo scatto alle spalle dei difensori.
Non è mai stato un centravanti da venti gol a stagione, ma ha dimostrato di poter garantire una discreta continuità negli ultimi metri. Le nove reti realizzate nell’ultimo campionato sono arrivate attraverso colpi di testa, ribattute e corse in profondità. È un attaccante capace di tenere sotto pressione la difesa avversaria grazie ai suoi movimenti e alla sua fisicità.
A Firenze potrebbe beneficiare della qualità di giocatori come Mastantuono e Atta, entrambi capaci di leggere i suoi tagli e servirlo nello spazio. Rispetto a Kean, però, cambierebbe il modo di sviluppare l’azione offensiva: Beto offre meno nel gioco d’appoggio e nella costruzione spalle alla porta, ma può garantire maggiore verticalità. Per valorizzarlo, la squadra di Grosso dovrà imparare a cercarlo velocemente e ad accompagnare le sue corse verso l’area avversaria.
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