"Scuole (e genitori) sono in piena fibrillazione per l'annunciato arrivo di un commissario che sostituirebbe il Consiglio d'istituto fino all'insediamento dei nuovi eletti. Ma il commissariamento non è la conseguenza automatica del piano di dimensionamento regionale, infatti la normativa distingue fra 'accorpamento' di un istituto a un altro e 'fusione' di più scuole per creare un nuovo istituto scolastico". Lo sottolinea l'Associazione genitori A.Ge. Toscana.
"In questi giorni numerosi soci ci hanno riferito di aver ricevuto dalla propria scuola una comunicazione secondo la quale il Consiglio d'istituto decadrà il 31 agosto e sarà sostituito da un commissario - spiega in una nota Rita Manzani Di Goro, presidente dell'Associazione -. Tuttavia dal provvedimento 80 del 27 gennaio 2026 a firma del commissario ad acta Luciano Tagliaferri, direttore dell'Ufficio scolastico regionale per la Toscana, risulta che dei 36 istituti scolastici toscani coinvolti nel processo di dimensionamento, solamente due sono oggetto di fusione". "Nelle nuove istituzioni scolastiche, fino all'insediamento del Consiglio, è prevista la nomina di un commissario per l'amministrazione straordinaria - prosegue -. Se invece l'operazione lascia in vita l'istituzione accorpante, che conserva la propria configurazione giuridica si procede sì al rinnovo del Consiglio, ma intanto resta in carica quello uscente". Di Goro sottolinea che "abbiamo quindi scritto all'Usr Toscana e alle scuole interessate chiedendo che non si proceda alla decadenza del Consiglio d'istituto. Quando l'istituzione accorpante conserva la propria configurazione giuridica, il Consiglio uscente infatti resta in carica fino all'insediamento del nuovo organo. Da non trascurare il fatto che una nomina priva dei necessari presupposti può incidere sulla legittimità degli atti adottati".
"In questi giorni numerosi soci ci hanno riferito di aver ricevuto dalla propria scuola una comunicazione secondo la quale il Consiglio d'istituto decadrà il 31 agosto e sarà sostituito da un commissario - spiega in una nota Rita Manzani Di Goro, presidente dell'Associazione -. Tuttavia dal provvedimento 80 del 27 gennaio 2026 a firma del commissario ad acta Luciano Tagliaferri, direttore dell'Ufficio scolastico regionale per la Toscana, risulta che dei 36 istituti scolastici toscani coinvolti nel processo di dimensionamento, solamente due sono oggetto di fusione". "Nelle nuove istituzioni scolastiche, fino all'insediamento del Consiglio, è prevista la nomina di un commissario per l'amministrazione straordinaria - prosegue -. Se invece l'operazione lascia in vita l'istituzione accorpante, che conserva la propria configurazione giuridica si procede sì al rinnovo del Consiglio, ma intanto resta in carica quello uscente". Di Goro sottolinea che "abbiamo quindi scritto all'Usr Toscana e alle scuole interessate chiedendo che non si proceda alla decadenza del Consiglio d'istituto. Quando l'istituzione accorpante conserva la propria configurazione giuridica, il Consiglio uscente infatti resta in carica fino all'insediamento del nuovo organo. Da non trascurare il fatto che una nomina priva dei necessari presupposti può incidere sulla legittimità degli atti adottati".
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