La protesta è prevista per il 15 settembre e coinvolgerà il personale di Autolinee Toscane. Il sindacato chiede misure concrete per la sicurezza: «Non bastano più le parole»

Dopo l’aggressione subita dall’autista della linea 2, la Faisa-Cisal ha proclamato uno sciopero di 24 ore per il 15 settembre, rivolto al personale viaggiante e non viaggiante di Autolinee Toscane.

Il sindacato accusa l’azienda e il Comune di non aver ancora attuato il Protocollo sulla sicurezza sottoscritto nel dicembre scorso. Tra le richieste figurano una campagna di sensibilizzazione a bordo degli autobus sulle conseguenze penali delle aggressioni, il divieto di accesso al trasporto pubblico per i responsabili e la costituzione di Autolinee Toscane come parte lesa nei procedimenti giudiziari.

La protesta riguarda anche i tempi di percorrenza, giudicati «impossibili», e la sosta selvaggia ai capolinea, contro la quale vengono richiesti maggiori controlli attraverso gli ausiliari del traffico.

«Non bastano più le parole», afferma Massimo Milli, referente della Faisa-Cisal, ricordando il diritto dei lavoratori ad allontanarsi in presenza di un pericolo grave e immediato. «La sicurezza non è una formalità, ma un diritto da garantire». Lo scrive la Nazione. 

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