Insegnanti di sostegno, il precariato spezza la continuità con gli studenti
A Firenze 2.200 docenti cambiano istituto ogni anno e rappresentano il 60% del personale. La testimonianza di Luisa Salvestroni: «Per i ragazzi significa ricominciare sempre da capo»
03Set202605:37
«Gli studenti in difficoltà hanno bisogno di un rapporto basato sulla fiducia, che si crea solo con il tempo. Con il precariato questo viene cancellato». A denunciarlo è Luisa Salvestroni, 52 anni, insegnante di sostegno da otto e parte dei 2.200 precari che ogni anno vengono assegnati a un istituto diverso. A Firenze rappresentano il 60% del personale di sostegno.
All’inizio della sua esperienza professionale Salvestroni arrivava ad avere anche 30 incarichi in un anno. Dopo l’ingresso in graduatoria, ha continuato a cambiare una scuola superiore ogni dodici mesi. Una condizione che provoca frustrazione e impedisce di costruire progetti personali ed educativi di lungo periodo.
Le conseguenze più pesanti ricadono sugli studenti, per i quali la continuità è fondamentale. Il cambio dell’insegnante obbliga ogni volta a ricostruire il rapporto di fiducia e rende difficile programmare un percorso che vada oltre il singolo anno scolastico.
Il precariato incide anche sulla vita personale ed economica dei docenti, costretti a rimandare scelte, spese e progetti. Non maturano inoltre gli stessi adeguamenti dei colleghi di ruolo e rimangono esclusi da diversi incarichi interni alle scuole. Il periodo più difficile resta l’estate, trascorsa nell’incertezza e nell’attesa delle nuove assegnazioni pubblicate dall’Ufficio scolastico regionale. Lo scrive la Nazione.
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