“Il Sole 24 Ore lancia oggi un allarme preoccupante per quanto riguarda la relazione tra esportazioni e Intelligenza Artificiale: la stragrande maggioranza degli Agenti AI diffusi sul mercato ignorano completamente il nostro comparto produttivo e manifatturiero. Tutto questo accade mentre l’Europa continua a interrogarsi e a produrre valanghe di regolamenti per evitare che, in un non meglio precisato futuro, l’IA danneggi i nostri mercati. Il tema è che se oggi si parla di Intelligenza Artificiale guardando al futuro, in realtà si ha già perso: l’IA non è il futuro, è il presente”.
A dichiararlo è Francesco Torselli, parlamentare europeo di Fratelli d’Italia - ECR.
“Se chiedo a ChatGPT, Gemini o Claude di indicarmi i migliori produttori al mondo, per esempio, di borse da donna, la probabilità che venga indicato un grande marchio globale del lusso è di circa il 73%, mentre per un marchio di settore intermedio è del 44,5%. La probabilità che venga indicato l’artigiano, la manifattura o l’azienda italiana è praticamente pari a zero,” prosegue Torselli.
“Se prendiamo a riferimento Stati Uniti e Germania, ossia il primo e il secondo mercato di sbocco per l’export italiano, notiamo che il 44% degli americani usa quotidianamente l’IA, così come il 64% dei giovani tedeschi. Questo significa che, prima di acquistare un prodotto, questi utenti chiederanno un consiglio agli Agenti AI. Se i brand italiani non vengono menzionati, perdiamo mercati fondamentali nel silenzio della burocrazia”.
“Per questo motivo,” conclude il parlamentare europeo di FdI, “chiederemo all’Unione Europea di verificare se, alla luce dell’allarme del Sole 24 Ore, i principali Agenti AI distribuiti sul mercato europeo stiano escludendo dalle loro ricerche le aziende e i brand italiani. In tal caso, chiederemo alla Commissione di agire immediatamente”.
A dichiararlo è Francesco Torselli, parlamentare europeo di Fratelli d’Italia - ECR.
“Se chiedo a ChatGPT, Gemini o Claude di indicarmi i migliori produttori al mondo, per esempio, di borse da donna, la probabilità che venga indicato un grande marchio globale del lusso è di circa il 73%, mentre per un marchio di settore intermedio è del 44,5%. La probabilità che venga indicato l’artigiano, la manifattura o l’azienda italiana è praticamente pari a zero,” prosegue Torselli.
“Se prendiamo a riferimento Stati Uniti e Germania, ossia il primo e il secondo mercato di sbocco per l’export italiano, notiamo che il 44% degli americani usa quotidianamente l’IA, così come il 64% dei giovani tedeschi. Questo significa che, prima di acquistare un prodotto, questi utenti chiederanno un consiglio agli Agenti AI. Se i brand italiani non vengono menzionati, perdiamo mercati fondamentali nel silenzio della burocrazia”.
“Per questo motivo,” conclude il parlamentare europeo di FdI, “chiederemo all’Unione Europea di verificare se, alla luce dell’allarme del Sole 24 Ore, i principali Agenti AI distribuiti sul mercato europeo stiano escludendo dalle loro ricerche le aziende e i brand italiani. In tal caso, chiederemo alla Commissione di agire immediatamente”.
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies














