Dopo l’episodio di piazza Dalmazia, i lavoratori chiedono cabine protette, formazione e l’applicazione delle 18 misure previste dal protocollo sulla sicurezza

Dopo l’ennesima aggressione ai danni di un conducente in piazza Dalmazia, i lavoratori di Autolinee Toscane hanno manifestato davanti alla Prefettura di Firenze. Al presidio hanno partecipato Filt Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Autoferrotranvieri, chiedendo maggiori tutele per autisti e passeggeri.

Le fasce orarie considerate più rischiose sono quelle notturne e del primo mattino. Tra le linee maggiormente esposte figurano la 30, la 35 e la 56, ma le criticità riguardano anche i collegamenti più lunghi come 6, 17, 23, 31 e 32. Ritardi, corse saltate e autobus affollati alimenterebbero tensioni che sfociano quotidianamente in insulti, minacce e, nei casi più gravi, aggressioni fisiche.

I sindacati chiedono l’applicazione di tutte le 18 azioni previste dal Protocollo per la sicurezza a bordo, sottoscritto a dicembre, insieme a una revisione degli orari di percorrenza, ritenuti ormai impossibili da rispettare. Tra le richieste figurano cabine di guida chiuse e antisfondamento, corsi per la gestione dei conflitti, una campagna informativa sulle conseguenze penali delle aggressioni e una maggiore presenza di controlli sul territorio.

«Il fenomeno è in aumento e siamo arrivati a un punto di saturazione», denunciano i rappresentanti dei lavoratori, sollecitando anche una legge con pene certe, simile a quella introdotta per tutelare il personale sanitario. Lo scrive la Nazione. 





Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies