Un sostegno alle politiche adottate da Palazzo Vecchio contro l’espansione degli affitti turistici potrebbe arrivare dall’Unione europea. La Commissione sta lavorando all’Affordable Housing Act, una proposta pensata per tutelare il diritto a un’abitazione accessibile e offrire alle amministrazioni locali nuovi strumenti per contrastare lo “stress abitativo”.
La bozza individua alcuni parametri per stabilire quali territori siano maggiormente in difficoltà. Il primo riguarda il rapporto tra il prezzo medio di vendita degli immobili e il reddito medio pro capite della zona. Sopra il valore di 8 potrebbero essere introdotte misure come limiti agli affitti brevi o restrizioni sull’acquisto di seconde case. Resterebbero comunque escluse le locazioni temporanee effettuate dai cittadini nella propria abitazione principale.
Applicando questo indicatore a Firenze, 28 zone su 33 risulterebbero già oltre la soglia. Il calcolo utilizza i dati sui redditi contenuti nel bollettino statistico comunale del 2025, suddivisi per zone Omi, e le quotazioni immobiliari dell’Agenzia delle Entrate.
Tra le aree maggiormente esposte figurano i principali quartieri del centro: Santa Maria Novella, San Lorenzo, Sant’Ambrogio, Duomo-Signoria-Pitti-San Niccolò, Viali-Lungarni e San Frediano-Porta Romana. Sono le zone nelle quali l’indice viene spinto soprattutto dagli elevati prezzi delle abitazioni e comprendono anche le prime aree interessate dalle limitazioni introdotte dal Comune nel 2025.
Risultano oltre soglia anche Careggi-Rifredi, Dalmazia-Romito, Statuto-Poggetto-Ponte Rosso, Peretola-Firenze Nova, Novoli, Isolotto, Argingrosso, Campo di Marte e Ponte a Greve. Particolare la situazione delle Piagge, dove l’indicatore supera quota 10 soprattutto a causa del basso livello medio dei redditi.
Il superamento della soglia, tuttavia, non sarebbe sufficiente per vietare le locazioni turistiche. La proposta richiede che il rapporto tra redditi e costo delle abitazioni sia cresciuto nei dieci anni precedenti e sia destinato ad aumentare anche nei tre successivi. Dovrebbe inoltre essere dimostrato un rapporto diretto tra la diffusione degli affitti brevi e l’aumento dei prezzi.
Prima di arrivare a un blocco totale, l’Europa suggerisce interventi graduali: vincoli alla destinazione d’uso, tetti al numero delle locazioni, limitazioni agli acquisti immobiliari destinati esclusivamente all’investimento e misure rivolte prioritariamente ai grandi operatori che gestiscono più appartamenti nella stessa area. Le restrizioni dovrebbero essere riesaminate ogni cinque anni e non potrebbero introdurre discriminazioni basate sulla nazionalità degli acquirenti.
Se la proposta diventerà una direttiva, gli Stati membri saranno chiamati a raggiungerne gli obiettivi, mantenendo la possibilità di scegliere gli strumenti più adatti. In Toscana, le maggiori concentrazioni di territori potenzialmente sotto stress abitativo riguarderebbero la piana fiorentina, la Versilia e le isole. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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