Potrebbe essere scarcerata il prossimo 10 settembre, giorno fissato per l’udienza, la detenuta diciannovenne incinta al settimo mese e attualmente reclusa nel carcere fiorentino di Sollicciano per un furto d’auto.
La giovane potrebbe ottenere gli arresti domiciliari nell’abitazione di un familiare in Versilia. Sulla vicenda si sono attivati anche i servizi sociali del Comune di Firenze, pronti a individuare, se necessario, una struttura alternativa al carcere.
Rimane invece incerto il futuro dell’Icam, l’istituto a custodia attenuata destinato alle detenute madri che avrebbe dovuto essere realizzato già da anni. «C’è un confronto stretto con la Regione», spiegano dall’assessorato comunale al Welfare, precisando che Firenze dispone già di strutture con posti riservati a donne, gestanti e madri con figli minori.
Nel frattempo, la situazione di Sollicciano resta critica. Dopo il sequestro di sette sezioni considerate degradate, nell’istituto sono presenti 437 detenuti, quasi il doppio rispetto alla capienza disponibile: 342 uomini e 95 donne.
I dati sono emersi durante la visita compiuta da una delegazione del Partito democratico, della quale facevano parte l’ex sindaco ed europarlamentare Dario Nardella, il deputato Federico Gianassi e il segretario dei Giovani Democratici della Toscana Bernardo Taddei. L’iniziativa rappresentava la quarta tappa della campagna regionale dedicata alle condizioni degli istituti penitenziari.
Gianassi ha nuovamente invitato il ministro della Giustizia Carlo Nordio a visitare Sollicciano: «È inaccettabile che il ministro non lo abbia mai visitato, neppure dopo il sequestro di alcune sezioni disposto dalla magistratura. Ci metta la faccia e veda con i propri occhi condizioni che non possono essere comprese attraverso una semplice circolare ministeriale».
Per Nardella, il carcere dovrebbe essere «completamente demolito e ricostruito secondo criteri moderni», capaci di garantire dignità, sicurezza, trattamento umano e funzione rieducativa della pena. L’europarlamentare ha inoltre richiamato il tasso di recidiva del 70%, sostenendo che senza formazione, lavoro e riabilitazione istituti come Sollicciano rischiano di trasformarsi in «fabbriche di criminalità».
Secondo Taddei, la crisi del penitenziario fiorentino produce conseguenze su tutto il sistema regionale, poiché i trasferimenti seguiti alla chiusura delle sezioni hanno avuto ripercussioni anche sulle altre carceri toscane.
Criticità vengono segnalate anche nel carcere di Pisa, dove, secondo il presidente dell’Osservatorio Antigone Toscana Enrico Vincenzini, è presente da diversi mesi un’infestazione di cimici da letto, con numerosi detenuti che mostrerebbero sul corpo i segni delle punture. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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