La scoperta dieci minuti prima della cerimonia. Il figlio dell’87enne: «Non ho potuto dare a mio padre l’ultimo saluto». La famiglia valuta azioni legali

Dieci minuti prima del funerale del padre, Bernardo Bonazzi ha ricevuto una telefonata urgente. Lasciata la chiesa di San Francesco e Santa Chiara a Montughi, dove parenti e amici attendevano l’inizio della cerimonia, l’uomo ha raggiunto gli uffici della Fratellanza Militare e ha scoperto quanto era accaduto: la salma di suo padre Leonardo, morto giovedì scorso a 87 anni, sarebbe stata scambiata all’obitorio con quella di una donna e cremata per errore.

Secondo la ricostruzione della famiglia, i due corpi erano destinati a funerali differenti, ma nessuno avrebbe verificato correttamente l’identità della salma collocata nella bara. Il corpo di Leonardo Bonazzi sarebbe così finito nel percorso previsto per la donna e portato al forno crematorio.

«Mi hanno detto che il babbo era stato cremato per sbaglio, non volevo crederci», racconta il figlio. La Fratellanza Militare ha contattato i servizi cimiteriali del Comune, mentre un familiare ha avvertito i carabinieri per fare luce sull’accaduto.

L’urna con le ceneri dell’87enne, sulla quale comparirebbe ancora il nome della donna, è stata messa sotto chiave al Tempio crematorio di Trespiano. La salma della donna, invece, sarebbe ancora in attesa della cremazione.

«Non mi hanno dato l’opportunità di rivedere mio padre, di salutarlo per l’ultima volta e di celebrare una messa in sua memoria», denuncia Bernardo Bonazzi. La famiglia si è rivolta a un avvocato e non esclude iniziative sul piano civile e penale. Sarebbe emersa anche un’ulteriore anomalia: sull’attestato di morte dell’uomo sarebbe stata indicata una data errata.

«Spero che Palazzo Vecchio svolga tutte le verifiche e sanzioni chi ha lavorato male», conclude il figlio, ringraziando la Fratellanza Militare per l’assistenza ricevuta. Adesso dovranno essere accertate le responsabilità e chiarito come sia stato possibile lo scambio delle due salme. Lo scrive la Nazione. 

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