Prima una candela, poi un’altra. Un fiore stretto tra le mani e centinaia di piccole luci che, lentamente, hanno illuminato via Panciatichi. Firenze si è raccolta davanti alla casa di Lorena Isceri, la donna di 45 anni uccisa nei giorni scorsi, per manifestare vicinanza alla sua famiglia e ribadire il proprio no alla violenza sulle donne.
Il presidio, promosso dalla sindaca Sara Funaro insieme alle prime cittadine di Bergamo e Perugia, Elena Carnevali e Vittoria Ferdinandi, ha riunito cittadini, sindaci dell’area metropolitana, rappresentanti delle istituzioni e una delegazione del centrodestra. Dal palazzo sono stati calati alcuni teli rossi, simbolo della lotta contro la violenza di genere.
«Quello che è successo è una ferita per tutta la comunità e per tutto il Paese – ha dichiarato Funaro –. Il rischio è quello di una normalizzazione della violenza, mentre dobbiamo opporci e far sentire la nostra voce. Siamo a disposizione dei genitori di Lorena».
Il momento più commovente è arrivato quando la madre della vittima è scesa davanti al portone. Dopo il lungo abbraccio con la sindaca, il suo dolore è stato accompagnato dall’applauso di centinaia di persone. «Grazie, sento il vostro affetto», sono state le poche parole che è riuscita a pronunciare.
Presenti anche i genitori di Michela Noli, uccisa a coltellate dal marito, che si tolse poi la vita, all’Isolotto nel 2016. «Michela frequentava la stessa palestra di Lorena – ha ricordato la madre –. Dobbiamo agire ed essere tutti parte di questa lotta: nessuno ha il diritto di togliere la vita a un’altra persona». Lo scrive la Nazione.
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