Il preside, Osvaldo Di Cuffa, al lavoro insieme ai collaboratori per individuare i colpevoli

Estintori svuotati nei corridoi e lavagne rotte nella notte all'istituto Sassetti Peruzzi di Firenze. E' accaduto nella sede principale, in via San Donato, a Novoli, una delle scuole occupate. I danni sono da quantificare, nessun commento dal preside, Osvaldo Di Cuffa, al lavoro insieme ai collaboratori per individuare i colpevoli, resta da capire se ci sia stato un ingresso non autorizzato da parte di soggetti esterni, e poi procedere con la denuncia.
     
Sempre a Firenze nessun danno, ma situazione ancora tesa all'Istituto tecnico professionale Da Vinci di via del Terzolle, a Rifredi, dove, all'esterno della scuola, da sabato prosegue "il lancio di petardi, bombe carta e uova, oltre all'accensione dei fumogeni", come racconta la preside Francesca Balestri. "Questa mattina ho chiamato anche i vigili del fuoco perché ho visto del fumo da lontano, poi non sono intervenuti perché c'era già una volante e si è risolto". Il momento peggiore, spiega è stato ieri "quando quindicina di ragazzi a volto coperto, hanno scavalcato il muro e ce li siamo visti nel cortile. Abbiamo chiuso il portone, perché c'era una situazione di pericolo. E' durato un minuto, perché poi è passata una volante e si sono allontanati".

    
Oggi però tutto è ricominciato da capo, tranne la tentata irruzione: "Va avanti dalle 7:30, i nostri cancelli aprono alle 7:45, alle 9:30 è tutto finito. Sono un centinaio di ragazzi, molto non della nostra scuola e hanno un fare minaccioso, rendendo difficoltoso anche ai nostri studenti l'ingresso, perché c'è sempre questo assembramento", prosegue la preside. "E' una situazione stranissima, direi bizzarra, perché i ragazzi sono dentro a far lezione e stanno organizzando la loro autogestione, adesso sono in assemblea permanente. E fuori c'è questo gruppo che non si capisce bene cosa vuol fare. Stiamo cercando di capire chi sono, come mai continuano ad avere questo atteggiamento violento o potenzialmente violento e cercare di comprendere queste ragioni, perché ovviamente per risolvere queste cose la la strada è il dialogo". Il problema, è che "tanti dei nostri ragazzi e i loro genitori sono comprensibilmente preoccupati. A scuola oggi era presente circa il 40%", dei 2.000 studenti. "E' una situazione bizzarra - ripete Balestri -, speriamo che finisca presto".
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