Il nuovo regolamento comunale punterà su sicurezza, legalità, vivibilità e decoro. Controlli rafforzati contro abusivismo e lavoro irregolare, allo studio aiuti economici per gli operatori

Il mercato di San Lorenzo cambierà volto a partire dal 2027. Il nuovo Regolamento sui mercati cittadini dedicherà un capitolo specifico alla riqualificazione dell’area, che oggi conta 197 postazioni. Il Comune punta a ridurre le superfici occupate e a rinnovare progressivamente la tipologia dei banchi, garantendo spazi più agevoli per pedoni e mezzi di soccorso.

La necessità di intervenire è stata confermata da alcuni episodi recenti. Lo scorso anno un mezzo dei Vigili del fuoco era rimasto ostacolato da postazioni collocate in modo irregolare, mentre durante l’ultima tempesta alcune raffiche di vento hanno spostato e accatastato diversi banchi, anche davanti all’ingresso del Mercato Centrale.

«San Lorenzo è uno dei luoghi del cuore di Firenze e proprio per questo abbiamo il dovere di prendercene cura», spiega l’assessore allo Sviluppo economico e al Turismo Jacopo Vicini. L’obiettivo è migliorare il mercato nell’interesse di visitatori, operatori, residenti e negozianti, affinché la sua presenza rappresenti un’opportunità e non una fonte di disagio.

Saranno inoltre intensificati, insieme a Guardia di finanza e Ispettorato del lavoro, i controlli contro abusivismo e lavoro irregolare. Le verifiche svolte recentemente su sei postazioni hanno portato a tre verbali per la mancata esposizione dei prezzi, mentre sono risultate regolari le occupazioni di suolo pubblico, le posizioni dei dipendenti e le dotazioni antincendio.

Il progetto coinvolgerà anche Quartiere, associazioni di categoria, Camera di Commercio e Regione Toscana, con l’ipotesi di mettere a disposizione risorse per sostenere gli operatori nel rinnovo dei banchi. Il modello organizzativo comprenderà anche il lunedì senza mercato, reintrodotto lo scorso anno e apprezzato da residenti e commercianti. L’obiettivo finale è trasformare San Lorenzo senza snaturarlo: meno ingombri, maggiore qualità e più rispetto delle regole. Lo scrive la Nazione. 

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