Le residenze universitarie toscane offrono circa 4.800 posti. Dal 2027 preoccupa la carenza di risorse

Sono oltre 26mila le domande ricevute dall’Ardsu per le borse di studio del nuovo anno accademico. Tra queste, 12.817 comprendono anche la richiesta di un posto nelle residenze universitarie pubbliche della Toscana. Più di 7mila provengono da studenti stranieri con la famiglia residente all’estero.

Firenze registra il maggior numero di richieste, 11.015, seguita da Pisa con 9.896 e Siena con 5.126. Le domande riguardano sia le matricole sia gli studenti già iscritti, tenuti a ripresentarle ogni anno. In base all’Isee vengono stabiliti l’esenzione o gli sconti sulle tasse, il costo della mensa e il diritto all’alloggio.

Il nodo principale resta la disponibilità dei posti letto: le residenze ne offrono circa 4.800 e negli ultimi due anni soltanto un vincitore su due ha ottenuto subito una stanza. Chi rimane in graduatoria può chiedere il contributo affitto, che da novembre sarà aumentato di 100 euro, in attesa degli scorrimenti.

Preoccupa anche la sostenibilità economica del sistema dopo l’esaurimento dei fondi del Pnrr. Il fabbisogno stimato è di circa 8 milioni di euro nel 2027 e potrebbe salire fino a 30 milioni nel 2028, con il rischio di tagli ai servizi e della comparsa di studenti idonei ma non beneficiari delle borse per mancanza di risorse. «Il diritto allo studio è essenziale per garantire a tutti la possibilità di costruire il proprio percorso universitario», sottolinea l’assessora Cristina Manetti. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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