Dopo tre anni tra rincari e alloggi inadeguati, Arianna Dongiovanni ha trovato una sistemazione a 250 euro al mese grazie agli accordi territoriali

Tre anni trascorsi a cercare una stanza a Firenze, affrontando prezzi sempre più alti e condizioni abitative spesso precarie. È l’esperienza di Arianna Dongiovanni, studentessa pugliese di Scienze politiche. Nella prima casa a Novoli pagava 460 euro al mese, utenze escluse, ma il proprietario aumentava il canone a ogni cambio di inquilino, fino a chiedere 550 euro per una stanza simile.

Dopo l’Erasmus, costretta a trovare rapidamente un nuovo alloggio, Arianna ha accettato per disperazione una singola a Rifredi da 500 euro al mese, oltre a 25 euro di condominio e alle utenze. «Le condizioni erano davvero fatiscenti. In inverno la caldaia perdeva e in cucina avevamo i secchi per raccogliere l’acqua che gocciolava», racconta. Rinunciare, però, avrebbe significato rischiare di rimanere senza casa.

A ottobre arriverà finalmente una svolta: grazie agli accordi territoriali e al supporto di Sunia e Città metropolitana, Arianna entrerà in un’abitazione con un contratto di due anni, pagando 250 euro al mese per una stanza singola. «Dopo tre anni passati a rincorrere una stanza e ad accettare quello che trovavo, è una sensazione completamente diversa». Lo scrive la Nazione. 

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