Pochi minuti dopo aver ucciso Lorena Isceri, il 3 settembre, Federico Vella scrisse alla madre della donna accusandola di averlo ostacolato. Alle 14.58, dopo che Antonietta Argentiero gli aveva chiesto di non contattarla più, arrivò il messaggio: «È morta». I genitori di Lorena, ancora ignari dell’accaduto e distanti circa 800 chilometri, avvisarono immediatamente la polizia, gli amici e i vicini della figlia.
I messaggi delle settimane precedenti, resi pubblici dalla famiglia, raccontano l’ossessione del 36enne, che alternava dichiarazioni d’amore, accuse e richieste di aiuto per riconquistare Lorena. La madre aveva provato a metterlo davanti alla realtà: «Mia figlia ha paura a vivere con te». La relazione, durata due anni, era terminata dopo una vacanza in Grecia, ma Vella non aveva accettato la separazione.
Emergono anche le parole di un testimone che, tra aprile e maggio, aveva assistito a una discussione tra i due in una palestra di Firenze. Vella avrebbe alzato la voce e assunto un atteggiamento aggressivo, mentre Lorena cercava di calmarlo. Non ci furono violenze fisiche o minacce esplicite, ma quella scena, alla luce del femminicidio, viene oggi riletta come uno dei segnali di una situazione già profondamente deteriorata. Lo scrive la Nazione.
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