'Chi vive, lavora e prega in quel quartiere ha diritto alla stessa sicurezza di ogni altro cittadino.'

"Esprimo la mia piena solidarietà a don Giorgio, alla parrocchia di Santa Maria del Soccorso e a tutta la comunità del quartiere. Quanto accaduto nella serata del 9 settembre è gravissimo: un sacerdote è stato minacciato di morte e aggredito mentre cercava di documentare ciò che stava avvenendo davanti alla propria chiesa. Un fatto che non può essere minimizzato e che impone alle istituzioni di interrogarsi su ciò che sta accadendo nel quartiere". Così, in una nota, Claudiu Stanasel della Lega di Prato.
    
"Perché quello del Soccorso non è un problema nato il 9 settembre. Da anni i residenti denunciano degrado, bivacchi e situazioni di insicurezza e chiedono più controlli e una presenza più efficace delle istituzioni. L'aggressione a don Giorgio dimostra quanto sia diventata urgente una risposta - ha proseguito -. Il Soccorso non è una terra di nessuno. Chi vive, lavora e prega in quel quartiere ha diritto alla stessa sicurezza di ogni altro cittadino. La sicurezza, però, non può restare una dichiarazione di principio: gli strumenti che il Governo ha messo a disposizione negli ultimi anni devono essere utilizzati fino in fondo, per rafforzare il controllo del territorio e contrastare l'illegalità".

"Resta, infine, una responsabilità politica che non può essere ignorata. Sul Soccorso, chi ha amministrato la città in questi anni ha fallito completamente. I residenti denunciano da tempo una situazione che non è stata affrontata con la necessaria efficacia. Oggi Matteo Biffoni, tornato alla guida della città dopo i dieci anni trascorsi da sindaco, ha una responsabilità ancora maggiore: rimediare al proprio fallimento dimostrando con i fatti che questa volta il Soccorso sarà una priorità e che gli errori del passato non si ripeteranno", ha concluso l'esponente della Lega.
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