"Abbiamo quattro stabilimenti, fra cui quello di Campi Bisenzio"

"Leonardo negli ultimi tre anni ha assunto 20.000 persone: in questo triennio prevede di assumerne altri 17.000, quindi questa crescita riguarda necessariamente anche la Toscana". Lo ha affermato Francesco Macrì, presidente di Leonardo, intervenendo a un incontro promosso dalla Camera di commercio di Firenze, nell'ambito del ciclo 'Colloqui dell'Economia'.

    In Toscana, ha ricordato, "abbiamo quattro stabilimenti che sono Pisa, Abbadia San Salvatore, Campi Bisenzio e Montevarchi. Non vedo ostacoli a una crescita ulteriore anche in Toscana. E' una previsione strutturale. Qui abbiamo degli stabilimenti estremamente importanti nei Campi Bisenzio, sulla fotonica, l'optronica, l'elettronica: tra poche ore l'agenzia Spaziale Europea farà decollare un paio di missioni, una si chiama Copernicus, una Flex e porteranno tra le stelle tecnologia fatta a Firenze che servirà per monitorare il clima, i mari, la vegetazione. Qui abbiamo delle realtà importanti che possono crescere, e un indotto importante".

    Per la crescita dell'indotto, ha puntualizzato Macrì, "bisogna creare le condizioni perché non è una cosa così banale: c'è un tema di certificazione, c'è un tema di investimenti, c'è un tema di cyber, quindi chi vuole approcciare Leonardo deve mettersi in ordine d'idea di diventare qualcosa di molto serio, se non lo è già". Tuttavia, ha aggiunto, "da parte di Leonardo c'è la massima disponibilità perché noi siamo obbligati ad aumentare la nostra produttività. Penso che in Toscana si possa fare qualcosa di più, ci sono state già delle progettualità in buono stato d'avanzamento". 

E ancora: "In Toscana manca ancora un distretto dell'aerospazio alla difesa, da formalizzare: moltissime regioni lo hanno, qui andrebbe strutturato, quindi la Regione per esempio si potrebbe incaricare di formalizzare questo distretto". Lo ha affermato Francesco Macrì, presidente di Leonardo, nel corso di un evento promosso dalla Camera di commercio di Firenze.
   
 "Serve un luogo che animi delle dinamiche - ha detto Macrì -, che possa godere di finanziamenti, che possa intercettarne, che faccia da hub, da situation room: un luogo dove si progetta una politica industriale lato pubblico serve". Intanto, ha aggiunto, "identifichiamo quello che esiste in Toscana, agganciamo ulteriori aziende e facciamole crescere, però un luogo dove ci si dedica costantemente a questa tematica va ben al di là del rapporto con Leonardo, c'è un intero sistema europeo delle comunità della difesa che può guardare alla laboriosità, alla manualità, alla capacità tecnica di tante aziende toscane, così come è successo in altri settori".

    Per quanto riguarda l'ipotesi di riconversione alla filiera della difesa di aziende del sistema moda, Macrì ha ipotizzato opportunità "in alcuni ambiti legati agli accessori, per chi sa lavorare metalli", ma "non è pensabile che questo settore possa assorbire ogni crisi: credo che la moda sia un settore che vada assolutamente sostenuto e alimentato, perché al di là della fase transitoria ci ha sempre distinto nel mondo e quindi va continuato, va sostenuto, perché non è che si può riconvertire". 
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies