Oltre 2.000 firme raccolte in pochi giorni per chiedere di salvare gli spazi del centro diurno per disabili gestito dalla coop sociale Le Rose in via di Quintale a Impruneta (Firenze). A lanciare la petizione online è stata l'Associazione Le Rose mentre oggi sono iniziate le attività nella sede di Casalta, nel comune di San Casciano Val di Pesa.
Tre le richieste, come si legge nella petizione indirizzata alla Asl Toscana centro, proprietaria dell'immobile, e al Comune di Impruneta, consentire una transizione graduale del servizio nei nuovi locali per permettere agli utenti di continuare a coltivare il legame con lo spazio che per 35 anni è stato come una casa, ottenere l'uso transitorio degli spazi di via Quintole a condizioni da concordare con la proprietà, per evitare che l'area venga lasciata in totale abbandono, avviare il tavolo di co-progettazione con Asl e istituzioni, al fine di individuare nuove funzioni socio-sanitarie, riconoscendo la natura di bene comune, garantendo che gli spazi rimangano fruibili da tutta la cittadinanza attraverso progetti sociali ed educativi.
"Nata 35 anni fa come iniziativa dal basso - viene spiegato in una nota - la cooperativa ha dato vita a un servizio di centro diurno per disabili che può essere considerato un modello unico di integrazione tra socialità, salute, educazione, natura, arte e bellezza per tutti". Tuttavia, si ricorda, "5 anni fa, la Asl Toscana centro, proprietaria dell'immobile, ha dichiarato inagibile l'edificio principale, promettendo l'apertura di un tavolo di co-progettazione per risolvere le criticità strutturali e normative, che di fatto non ha mai preso avvio".
E così "di fronte alle difficoltà materiali e alla ripetuta minaccia di sospensione delle rette con la conseguente dispersione degli utenti, la cooperativa ha dovuto prendere la sofferta decisione di trasferire il centro diurno". Oggi l'avvio delle attività nella nuova casa. "Nonostante la proprietà ammetta di non avere ad oggi alcun progetto alternativo per l'area di via Quintole - viene ancora sottolineato - ha dichiarato l'intenzione di apporre i sigilli agli spazi non appena il trasferimento sarà completato".
Tre le richieste, come si legge nella petizione indirizzata alla Asl Toscana centro, proprietaria dell'immobile, e al Comune di Impruneta, consentire una transizione graduale del servizio nei nuovi locali per permettere agli utenti di continuare a coltivare il legame con lo spazio che per 35 anni è stato come una casa, ottenere l'uso transitorio degli spazi di via Quintole a condizioni da concordare con la proprietà, per evitare che l'area venga lasciata in totale abbandono, avviare il tavolo di co-progettazione con Asl e istituzioni, al fine di individuare nuove funzioni socio-sanitarie, riconoscendo la natura di bene comune, garantendo che gli spazi rimangano fruibili da tutta la cittadinanza attraverso progetti sociali ed educativi.
"Nata 35 anni fa come iniziativa dal basso - viene spiegato in una nota - la cooperativa ha dato vita a un servizio di centro diurno per disabili che può essere considerato un modello unico di integrazione tra socialità, salute, educazione, natura, arte e bellezza per tutti". Tuttavia, si ricorda, "5 anni fa, la Asl Toscana centro, proprietaria dell'immobile, ha dichiarato inagibile l'edificio principale, promettendo l'apertura di un tavolo di co-progettazione per risolvere le criticità strutturali e normative, che di fatto non ha mai preso avvio".
E così "di fronte alle difficoltà materiali e alla ripetuta minaccia di sospensione delle rette con la conseguente dispersione degli utenti, la cooperativa ha dovuto prendere la sofferta decisione di trasferire il centro diurno". Oggi l'avvio delle attività nella nuova casa. "Nonostante la proprietà ammetta di non avere ad oggi alcun progetto alternativo per l'area di via Quintole - viene ancora sottolineato - ha dichiarato l'intenzione di apporre i sigilli agli spazi non appena il trasferimento sarà completato".
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