Serve ritrovare il proprio fortino per la Fiorentina

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Firenze Catrame


Sarà Fiorentina-Pisa ad inaugurare la nuova avventura di Paolo Vanoli sulla panchina viola al Franchi. Uno stadio che, negli ultimi mesi, ha raccontato più delusioni che gioie e che ora dovrà tornare a essere il punto di forza della Fiorentina. Proprio al Franchi, pochi giorni fa, dopo appena tre giornate di Serie A, il tifo gigliato aveva manifestato il proprio malcontento chiedendo a gran voce l'allontanamento di Grosso, accompagnando la protesta con i cori "salta la panchina".


In quello stesso stadio, nell'ultima gara interna della tribolata la scorsa stagione, erano arrivati ​​fischi, cori offensivi e insulti rivolti praticamente a tutti. Tra i pochi a salvarsi era stato proprio Vanoli, allora allenatore viola, omaggiato dalla curva con un significativo "rispettiamo solo Vanoli". Adesso il tecnico è tornato e avrà il compito di rilanciare una Fiorentina che nelle ultime due uscite ha incassato altrettante sconfitte, subendo cinque reti contro Torino e Frosinone. Il primo passo, però, dovrà essere quello di riconquistare il Franchi.

FORTINO.

La prestazione di Venezia ha fornito un'indicazione importante: la Fiorentina vista nelle prime tre giornate di campionato non rappresentava probabilmente il vero valore della squadra. È apparso evidente come il feeling tra il gruppo e l'allenatore non fosse mai realmente scattato, ma anche come all'interno della rosa esistano valori concreti, non soltanto teorici. Già dal match col Pisa di domani, in attesa del Napoli domenica, cercando di rifare del Franchi un fortino. Nel 2026 la Fiorentina ha conquistato appena tre vittorie interne in Serie A su tredici partite, riuscendo a superare, nel passato campionato, soltanto Cremonese, Pisa e Lazio.

Sono arrivati ​​anche sette pareggi, contro avversari come Torino, Parma, Sassuolo e Genoa, mentre troppe volte il Franchi si è trasformato in terreno fertile per le squadre ospiti. Pronti via hanno espugnato Firenze Frosinone e Torino, l'anno scorso lo fecero il Cagliari, capace di imporsi per 2-1 nonostante avesse vinto soltanto sei volte nei precedenti 45 incontri disputati al Franchi, e il Lecce nel giorno dell'esonero di Pioli, mentre in Coppa Italia era passato il Como. In Europa, invece, sono state AEK Atene e Jagiellonia a festeggiare a Firenze.

Il bilancio complessivo delle ultime 29 gare interne della Fiorentina, considerando tutte le competizioni tra la stagione 2025-26 e l'inizio della 2026-27, è emblematico: 9 vittorie, 9 pareggi e 11 sconfitte. Un rendimento lontano da quello che dovrebbe garantire un vero fortino. E proprio questo è uno dei primi aspetti che Vanoli dovrà necessariamente cambiare.

POKERISSIMO.

Il Pisa sarà dunque il prossimo avversario al Franchi, nella prima gara casalinga del Vanoli-bis. Una sfida secca di Coppa Italia, senza margine per calcoli o seconde possibilità: l'obiettivo è uno soltanto, passare il turno. Poi, però, arriverà il battesimo di fuoco in Serie A. Il calendario metterà immediatamente Vanoli davanti a una serie di impegni ad altissimo coefficiente di difficoltà: Napoli, Como, Atalanta e Juventus saranno le prossime quattro avversarie attese al Franchi.

La Fiorentina dovrà affrontare un vero e proprio banco di prova e molto del rilancio della squadra viola passerà proprio dalla capacità di uscire bene da questo filotto di partite. La missione di Vanoli, dunque, è chiarissima: restituire al Franchi il significato di "mura amiche". Uno stadio in cui la Fiorentina possa ritrovare certezze, punti e identità, trasformando nuovamente il fattore campo in un'arma e non permettendo più che Firenze diventi terra di conquista per troppe squadre.
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