"Per molti insegnanti, il percorso verso l'immissione in ruolo resta lungo e complesso"

Auguri ai ragazzi che oggi sono tornati in classe, così come al personale docente e non, ma anche un allarme per le condizioni nelle quali la scuola italiana è costretta a operare. A lanciarlo è la Uil Toscana, con Riccardo Imperiosi, segretario confederale con delega a cultura e scuola. "Tagli e continue riforme non hanno prodotto il necessario miglioramento del sistema, oltre ad un precariato ancora troppo diffuso tra il personale. Per molti docenti - afferma - il percorso verso l'immissione in ruolo resta lungo e complesso e, anche quando arriva un incarico, il caro vita nelle città può renderne impossibile l'accettazione: soltanto in Toscana si registrano circa 300 rinunce". A ciò, ricorda, si aggiungono le condizioni dell'edilizia scolastica e della sicurezza sul lavoro.

    "La scuola - prosegue - svolge innanzitutto una funzione didattica e pedagogica, che per essere realmente efficace non può restare immobile: deve saper leggere il presente e preparare i giovani alle trasformazioni economiche, tecnologiche e sociali in atto, anche rispetto al divario ancora esistente tra competenze fornite e professionalità richieste. Accanto a questa vi è una fondamentale funzione sociale: la scuola è un presidio delle comunità ed uno spazio di coesione, spesso uno dei primi luoghi capaci di intercettare disagio ed esclusione". Da qui la critica al dimensionamento scolastico: "accorpare istituti e chiudere plessi, soprattutto nelle nelle aree interne e periferiche, può indebolire ulteriormente il tessuto sociale della comunità. Infine, la scuola ha anche una decisiva funzione civica: senza sostituirsi alla famiglia, deve contribuire alla formazione di cittadini consapevoli e responsabili, capaci di confrontarsi con opinioni diverse e sviluppare spirito critico".

    Tuttavia continua Imperiosi, "non possiamo continuare a chiedere alla scuola di fare sempre di più mentre le forniamo sempre meno strumenti per riuscirci". Perciò, conclude, "servono più insegnanti, stipendi più alti, maggiore stabilità del personale, un'edilizia scolastica adeguata ed a norma, una presenza capillare sul territorio". 
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