La Commissione regionale approva il rendiconto 2025: valore della produzione in crescita del 19% e avanzo di gestione

Via libera, dalla commissione regionale cultura, presieduta da Diletta Fallani (Avs), al bilancio consuntivo 2025 di Fondazione Sistema Toscana (Fst). Hanno espresso parere favorevoli Fallani e i commissari Simona Querci e Jacopo Melio del Pd, astenuto Matteo Zoppini di Fratelli d'Italia.
    Per illustrare il consuntivo sono intervenuti Iacopo Di Passio e Francesco Palumbo, rispettivamente presidente e direttore di Fst, con il dirigente della comunicazione della Giunta regionale Paolo Ciampi. L'avanzo di gestione ammonta a 3.800 euro, destinato, "per la grandissima parte, alla copertura delle perdite pregresse". Il valore della produzione - 12 milioni e 700 mila euro circa - è cresciuto del 19% e non si registrano squilibri patrimoniali e finanziari, né debiti col sistema bancario. Tra i dati illustrati il portale Visit Tuscany ha registrato 9 milioni di visite e 60 milioni di visualizzazioni, quello di informazione InToscana un milione e 300 pagine visualizzate; 95mila gli spettatori, in gran parte paganti, agli eventi programmati al Cinema della Compagnia (86mila) e all'Internet Festival. "Positiva" anche l'attività delle Manifatture digitali di Prato e Pistoia, mentre con la Film commission sono state supportate 154 produzioni. Il personale conta 66 persone a tempo indeterminato, 5 a tempo determinato e 7 indicati nello staff leasing.
    "Dall'illustrazione è emersa una crescita significativa dell'attività di Fondazione Sistema Toscana - ha dichiarato Fallani. - Credo sia importante sottolineare soprattutto la quantità e la varietà delle attività che la Fondazione svolge per conto della Regione". Il consigliere di Fdi Matteo Zoppini ha chiesto chiarimenti in merito all'ipotesi di una trasformazione della Fondazione in agenzia, così come riportato dalla stampa, "una questione di cui nessuno ci ha informati e in merito alla quale servirà convocare in audizione il presidente Giani". Riguardo all'ipotesi di trasformare la Fondazione in agenzia, Di Passio ha precisato "che anche noi non siamo stati informati o interpellati".
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