Scaffali meno forniti e prezzi in aumento tra supermercati e mercati. Una madre: «Per una famiglia con due figli spendiamo 800 euro al mese»

Prezzi in crescita, prodotti che scarseggiano e carrelli sempre più vuoti. Nei supermercati e nei mercati di Firenze i consumatori confrontano offerte e provenienza, spesso rinunciando alla qualità o ad alcuni acquisti. Zucchine, pomodori, melanzane, peperoni e insalate sono tra i prodotti più colpiti, a causa di un’estate particolarmente calda e dell’aumento dei costi di produzione e trasporto legato al conflitto in Medio Oriente.

«Si gira per i vari supermercati, si controllano i prezzi e si cerca di risparmiare», racconta un cliente. C’è chi rimette nello scaffale uva e susine dopo averne visto il costo e chi segnala la difficoltà di trovare alcune verdure. La situazione pesa in particolare sugli studenti fuori sede, costretti a sommare i rincari alimentari alle spese per l’alloggio e gli spostamenti.

A risentirne sono soprattutto le famiglie. «Ho due figli e, anche se abbiamo due stipendi, non è facile: per la spesa vanno via praticamente 800 euro al mese», racconta Mariangela alla Coop di San Donato. Anche il discount non sempre rappresenta una soluzione, perché alcuni clienti lamentano una minore durata della frutta e degli ortaggi acquistati.

Lo stesso fenomeno si registra al mercato di Sant’Ambrogio, dove la presenza di numerosi banchi consente almeno di confrontare qualità e prezzi. Persino chi non ha particolari difficoltà economiche ammette di aver cambiato abitudini: si controllano maggiormente i costi, si scelgono i prodotti più convenienti e si rinuncia a ciò che viene considerato troppo caro. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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